8 settembre 2012

Intervista doppia ai Presidenti




I Presidenti Maurizio Michielan e Marco Gaiba hanno concesso a FcUnionPro.com un'interessante intervista nella quale hanno potuto parlare a 360 gradi del nuovo progetto, delle  loro ambizioni e della loro personale visione del calcio. Di seguito vi offriamo le parole dei due presidenti attraverso una formula famosa, la celeberrima intervista doppia:

Presidente, come nasce l'idea del progetto Union Pro?

M: L'idea nasce dalla volontà di promuovere qualcosa di importante assieme a un socio come Marco Gaiba, operando in un' area logistica significativa in quanto densamente popolata e con un florido settore giovanile da far crescere con professionalità.

G: E' nata agli inizi di quest’ anno quando io e Maurizio ci siamo conosciuti per l’ affare Castellino. Ci siamo resi subito conto che parlavamo la stessa lingua, che ci univa la stessa passione e che il percorso delle due società fatto fino ad ora era complementare. Quindi è stato chiaro da subito che mettere insieme le forze ci avrebbe consentito di creare una società molto più solida e completa, con un bacino di utenza omogeneo e più vasto ed in grado di poter dire la sua con autorevolezza nel panorama calcistico veneto, sia come impianti che a livello tecnico.

Quali sono i punti di forza del suo nuovo socio?

M: Innanzitutto vorrei sottolineare che Marco Gaiba è prima di tutto un uomo. Quando ci siamo confrontati sul progetto della fusione ho subito capito che il mio futuro socio sarebbe stata una persona sincera, un valore che non si trova spesso nel mondo del calcio, oltre che estremamente competente. 

G: E’ una persona schietta, animata da una forte passione per questo sport dimostrata nel tempo. A lui piace soprattutto la prima squadra e credo che ognuno debba fare quello che preferisce per sentirsi bene. Inoltre è una persone a cui piace agire ed a cui non piace avere debiti né morali ne economici, proprio come me.

Una parola in generale sui giocatori rimasti.

M: Essendo appena partito un progetto completamente nuovo, abbiamo deciso di effettuare parecchi cambiamenti. I giocatori che abbiamo confermato sono frutto di un confronto con il nuovo allenatore e il direttore sportivo, a cui abbiamo lasciato il compito di valutare quali fossero le pedine fondamentali da cui ripartire. E' giusto che ognuno abbia le sue competenze.

G (in riferimento ai giocatori della Pro che sono stati confermati): sono contento che Manzan e Fiacchi siano rimasti con noi, rappresentano un valore aggiunto in campo e fuori per trasferire la giusta mentalità al gruppo. I ragazzi più giovani (Baratella, Biancato, Noè , Fuxa, Luise, Nobile ma anche altri che si proporranno nell’ annata) sono un nostro vanto, in molti quest’ estate hanno cercato di portarceli via, ma siamo contenti che continuino a credere anche loro in noi per il loro processo di crescita e contiamo tanto su di loro per fare qualcosa di interessante già da quest’ anno. 

Una parola in generale sui nuovi arrivati.

M: Abbiamo deciso di rinforzarci in tutti i reparti, prelevando i talenti più interessanti dall'area trevigiana e veneziana. Ora che abbiamo una rosa di 21 giocatori possiamo ritenerci attrezzati per un campionato impegnativo come quello di quest anno. Non conosco ancora bene i singoli giocatori per poter esprimerne un giudizio ma chiunque è arrivato nella sessione di mercato è sicuramente un acquisto in prospettiva visto che è nostro auspicio raggiungere la categoria superiore entro un paio di stagioni.

G: Sono giocatori di livello e bravi ragazzi, quasi tutti di categoria superiore ma che dovranno dimostrare di sapersi calare nella mentalità giusta per fare la Promozione. Mi piacciono molto Comin, Cagnato (che assomiglia molto al Cice che tutti i tifosi ricordano con affetto) e Lorenzatti, ma tutti spero si faranno amare dai nostri tifosi e daranno tutto per la nostra maglia.

Qual' è la sua visione del calcio moderno e che ruolo riveste all'interno della società?

M: Credo che nella vita di tutti i giovani sia giusto praticare almeno uno sport per dare loro la possibilità di formarsi e poter crescere come uomini attraverso il rispetto delle regole. I valori che possono imparare vanno dal rispetto reciproco, all'impegno fino alla capacità di sapere credere in un progetto futuro.

G: Mi piace il calcio, ho giocato e fatto l’ allenatore dei ragazzi e seguo molte partite in TV e tante delle nostre squadre dal vivo. Amo il gioco fatto di intensità, palla a terra, gioco rapido ed organizzato quando si è in possesso palla e l' aggressività in fase di non possesso. Mi entusiasma vedere il talento in un ragazzo che si sa esprimere e disegna calcio con i piedi e con la testa. I moduli credo che debbano essere adattati alla caratteristiche dei ragazzi (comunque tutti i ragazzi di qualsiasi squadra dagli esordienti in su dovrebbero trovarsi a loro agio almeno nel  4-4-2 e nel 4-3-3 indifferentemente, anche nell’ arco della stessa gara). Anche la preparazione atletica è fondamentale nel gioco moderno. Queste sono le caratteristiche che deve avere la nostra scuola calcio e che vorrei ritrovare anche nella prima squadra. Io ho scelto di occuparmi prevalentemente di settore giovanile e di lasciare a Maurizio la responsabilità ultima sull’ organizzazione della prima squadra, anche se ci scambiamo frequentemente opinioni e facciamo riunioni insieme con tutti i nostri collaboratori su tutti gli aspetti della vita della società.

Il settore giovanile sarà un punto di forza della nuova società. Quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine?

M: Come già detto il settore giovanile sarà fondamentale. A me personalmente piace lavorare mirando alla sostanza quindi non mi sento in grado di fare previsioni future. Ciò che è certo sarà il fatto che un progetto come questo avrà un percorso lungo e difficile prima di arrivare a compimento perchè nel calcio nessuno ti regala niente. Devo dire che all'interno della nuova società ho trovato un staff molto preparato, motivato, che crede in questo progetto e saprà certamente far crescere i nostri ragazzi. E' soprattutto grazie a loro che ho trovato nuova forza per rimanere in questo mondo.

G: Gli obbiettivi sono la felicità dei ragazzi e trasmettere l'orgoglio di indossare la nostra maglia, che questi abbiano la tecnica individuale come marchio di fabbrica della nostra scuola calcio (da sviluppare fin dai primi anni ), unita ad intensità ed aggressività agonistica durante il gioco, a conoscenze tattiche evolute e preparazione fisica al giusto livello per poter competere nel calcio dei grandi. Un po’ alla volta stiamo crescendo in questa direzione grazie alla qualità dei nostri allenatori alle nostre strutture, dove si può veramente fare calcio. Nell’ arco di un paio d'anni crediamo di poter avere una maggioranza di giocatori che provengano dal settore giovanile direttamente in prima squadra e di poter collocare molti dei nostri ragazzi in società di categoria superiore. Il marchio di fabbrica FC Union Pro deve essere sinonimo di garanzia sulla qualità dei ragazzi. Abbiamo più di 400 ragazzi suddivisi in 26 squadre per cui i numeri sono dalla nostra parte. Sta a noi crescere questi ragazzi nel modo giusto.

Come ha reagito l'amministrazione comunale al nuovo progetto?

M: Il sindaco di Preganziol Sergio Marton, da ex calciatore a buoni livelli, ha subito capito e accettato il nostro progetto anche alla luce della stuazione finanziaria attuale. Mi hanno fatto piacere le parole sue e del collega moglianese Azzolini durante la presentazione della nuova società. Dopo questa carica iniziale non mi resta di augurarmi che entrambi ci sosterranno durante il corso della nostra avventura.

G: Direi che c’ è stato pieno appoggio e che i due sindaci ed i due assessori allo sport sono i primi nostri tifosi. Certo c’ è da sciogliere il nodo della gestione dello stadio di Mogliano ma spero che a breve Azzolini e Severoni riescano a trovare il punto di equilibrio giusto fra le nostre esigenze e quelle dell’ atletica. Molti con cui ho parlato pensano che una fusione sarebbe auspicabile anche per i due comuni per ridurre le spese aumentando i servizi ai cittadini… Magari siamo stati dei precursori! 

Perchè avete scelto un tecnico con le caratteristiche di Francesco Feltrin?

M: Nella scelta di Feltrin hanno pesato sia il suo bagaglio d'esperienza, non dimentichiamo che è stato per due-tre anni alla corte di Cellino a Cagliari dove allenava la primavera, sia le capacità umane. La sua abilità nell'approcciarsi ai giocatori e nel gestire le problematiche all'interno dello spogliatoio così come la correttezza e la professionalità ci hanno convinto a puntare su di lui.

G: Questo dovete chiederlo al nostro DS e a Maurizio che hanno fatto la scelta. Io non lo conoscevo personalmente ma più ho avuto modo di conoscerlo recentemente,  più mi sembra una persona con le idee chiare ed i principi giusti per far crescere un gruppo. Nonostante abbia allenato in categorie superiori si è subito calato nella giusta mentalità per affrontare questo campionato. Davvero vorrei che anche per lui, dopo alcune parentesi in situazioni societarie “sfortunate”, sia l’ anno del riscatto.

Che tipo di squadra vorrebbe vedere scendere in campo?

M: Per abitudine non entro mai nel merito delle scelte dell'allenatore perchè mi rendo conto che potrei creare fraintendimenti. Ma non posso negare che mi piacerebbe vedere la squadra giocare bene, in maniera aggressiva e in grado di lottare per traguardi importanti. Sono una persona che vive il calcio in prima persona quindi soffro molto in tribuna ma spero quest'anno ci sia anche da divertirsi.

G: Mi piacerebbe vedere sempre una squadra che fa gioco perché sono convinto che il gioco alla lunga paghi e perché alla fine è la caratteristica essenziale che riesce a far appassionare i tifosi, sia che si porti a casa la vittoria sia la sconfitta. Se si macina gioco, la sconfitta comunque ci può stare, si può prendere il classico "golletto" in contropiede o fare qualche errore, in questo caso la partita persa si può accettare. Le cose invece per noi inammissibili sono lo scarso impegno e coloro che non credono al nostro progetto. Le caratteristiche del gioco devono essere quelle che ho indicato sopra (intensità, palla a terra, possesso palla, aggressività) e devono sempre contraddistinguere tutte le nostre squadre, dai pulcini alla prima squadra.

Il suo miglior pregio e il suo peggior difetto?

M: Il pregio è che credo sempre nelle cose che faccio e come è successo durante la mia presidenza a Preganziol, darò tutto me stesso per il bene della squadra. Ogni tanto ho il difetto di essere impulsivo per tanto tendo sempre a dire quello che penso.

G: Credo di saper ascoltare e di saper decidere. Inoltre con gli anni sono diventato più paziente ed equilibrato. Il peggior difetto è che a volte farei meglio a starmene zitto! 

Cosa si sente di dire ai tifosi storici? 

M: Ai tifosi del Preganziol che dovessero rinfacciarmi la nuova fusione ricorderei che già vent'anni fa quando è iniziata la mia avventura come presidente sono partito proprio da una fusione: quella tra Preganziol e Union Tre. Credo che nel calcio dilettantistico dovrebbe essere eliminato qualsiasi tipo di campanilismo e quindi dico ai tifosi storici di avere fiducia in questo progetto. Se da parte loro c'è la volontà di vedere la squadra crescere, quella di creare una nuova società era la strada giusta da intraprendere. A chi si limita invece a criticare dico che forse, prima di parlare, si dovrebbe imparare a vivere anche i problemi oltre alle gioie che una squadra può regalare. 

G: Parlando con loro ho capito che seguono con interesse questa nuova realtà. Molti sono entusiasti, solo qualcuno è un po’ più "freddino", ma speriamo che i risultati (non solo sportivi ma anche organizzativi e sociali) che intendiamo produrre nei prossimi anni facciamo appassionare tutti alla nostra nuova realtà.

Ringraziamo Maurizio Michielan e Marco Gaiba per la cortesia e la disponibilità augurando a loro e a tutti coloro che seguono con passione il nuovo progetto, le più grandi soddisfazioni.

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