24 ottobre 2012

Conosciamoli meglio: ANDREA FRANCESCHINIS



Se ci fosse un premio riservato all'autoironia e alla capacità di sorridere alle avversità della vita, il nostro Andrea Franceschinis sarebbe un serio candidato alla vittoria finale. Nonostante il suo fisico non esattamente “scultoreo” e una complicanza chirurgica che rischiava di costargli la carriera, Andrea ha dimostrato che “cercare di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno”, come direbbe lui, può dare risultati veramente straordinari. Classe '82 e residente a Paese, Andrea si avvicina al calcio in maniera abbastanza atipica: il padre infatti lo portava con se durante i suoi allenamenti podistici presso lo stadio di Quinto di Treviso. Ma Andrea anziché imitare il padre nella corsa, preferiva starsene al campetto vicino a giocare a pallone ed è così che viene notato da un dirigente del S.Cristina che decide di ingaggiarlo all'età di sei anni. Dopo una stagione e mezza, Andrea va a giocare nella squadra di Paese per motivi di comodità e qui ci resta fino all'età di tredici anni. Dal 1995 al 1999 è a Treviso dove completerà il suo percorso nelle giovanili giocando le ultime due stagioni negli Allievi Nazionali e nella Primavera. Sono annate importanti per Andrea, il quale, grazie al mister Albino Pillon, subisce una trasformazione caratteriale: “prima quando finivo a terra mi lamentavo spesso ma il mister mi ha reso meno fragile e più deciso e qualche colpo ho cominciato a darlo anch'io nei contrasti” ricorda Franceschinis. Ancora oggi, più che un giocatore tecnico, Andrea si definisce un grintoso faticatore: “mi piace non mollare mai e fare squadra con i compagni ai quali urlo sempre in campo” e se alcune volte sono parole di conforto altre sono parole...diciamo di esortazione! Tornando alla carriera di Andrea, dopo la parentesi di Treviso (dove giocherà tra gli altri anche con il coetaneo Marco Borriello) inizia la stagione 1999/2000 nelle file del Portogruaro impegnato nel campionato di serie D. Con gli amaranto Andrea raggiunge l'apice della sua carriera nel 2004 quando vince il campionato che spalancherà alla squadra le porte del professionismo. “Quella vittoria mi ha ripagato dei tanti sacrifici fatti e non dimentico di ringraziare il portiere Marco Conte che con le sue dritte nel corso degli anni, mi ha aiutato sia a migliorare come calciatore che nella vita fuori dal campo”. Nel biennio successivo Franceschinis giocherà nella Sanvitese dove nella primavera del 2006, si procurerà un ipertensione alla gamba sinistra. Quell'incidente fu l'inizio di un calvario per Andrea che lo costringerà nel giro di un anno a finire più volte sotto i ferri del chirurgo: “Avevo iniziato la preparazione estiva nel Sandonà Jesolo ma sentivo di non stare bene così mi feci consigliare dai medici i quali decisero per l'operazione al menisco che mi tenne fermo per quattro mesi. Al mio ritorno firmai per il Favaro ma nel marzo del 2007 ecco che a fare crack fu il crociato”. Una bella botta per Andrea che nonostante tutto rientrò miracolosamente in campo dopo soli due mesi per disputare le sfide dei playout con l'aiuto di alcune infiltrazioni, non riuscendo però a evitare la retrocessione dei suoi. Come se non bastasse, durante l'operazione di ricostruzione del crociato, Andrea contrae un' infezione batterica che lo tormenterà per alcuni mesi fino al rientro definitivo avvenuto nel gennaio del 2008. “In quel periodo facevo dentro-fuori dall'ospedale ma ho avuto la fortuna di avere accanto persone che mi hanno aiutato ad uscirne, di sicuro questa esperienza mi ha reso più forte di prima” racconta Franceschinis. Col senno di poi sarebbe facile pensare che senza questo infortunio Andrea oggi potrebbe giocare in una categoria più alta ma lui non è dello stesso avviso: “nel calcio non si può mai dire cosa ti riservi il futuro, io sono contento di quello che ho avuto finora e vivo il presente con serenità”. Ecco quindi che il nostro difensore, dopo aver concluso l'esperienza con il Favaro nel 2010, ha giocato le ultime due annate a Preganziol venendo confermato anche dopo la fusione con la Pro Mogliano. “Conoscendo la mentalità vincente del presidente Michielan so che anche stavolta avremo un obiettivo ambizioso. Dobbiamo essere consapevoli che se facciamo bene quest'anno possiamo essere un esempio per i tanti giovani che verranno a giocare nell'Union Pro in futuro”. Prima di finire l'intervista Andrea dice la sua anche su due argomenti: il primo riguarda i petardi che allo stadio esplodono ad ogni gol fatto dalla squadra. “So che a qualche tifoso danno fastidio però devo dire che li apprezzo perchè sentirli dal campo ci carica e inoltre contribuiscono a rendere il clima più caloroso”. Il secondo lo riguarda più da vicino in quanto si tratta della sua passione più grande, dopo naturalmente la fidanzata Erika: “Sono una buona forchetta e si vede ma come faccio a resistere ai piselli che ci prepara la Fernanda (moglie del giardiniere Gianni) dopo l'allenamento del venerdì?”. Chissà cosa dirà il presidente Gaiba mentre leggerà queste righe visti i riferimenti nelle precedenti pagelle alla “rotondità” del suo giocatore...Andrea però ha già la risposta pronta: “avrebbe dovuto vedermi l'anno scorso ma gli prometto che cercherò di perdere almeno un chiletto” i fatti gli daranno ragione? Si accettano scommesse... 

2 commenti:

  1. Grande Franceschinis, bellissima intervista. Lo scorso anno lo avevo visto quando la Pro Mogliano aveva affrontato l'Union Preganziol fuori casa e mi era piaciuto tantissimo. Dalla sua parte non si passava ed era una spina nel fianco della nostra difesa perché abbinava la facilità di corsa ad una grande solidità che riproponeva anche in fase offensiva. Ora è dell'Union Pro quindi siamo tutti felici...

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  2. Bella intervista, complimenti ai due Andrea ! Quanto alle "rotondità", credo di vincere facile la scommessa !!

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