10 ottobre 2012

Conosciamoli meglio: FEDERICO ANDRES LORENZATTI



"Il calcio è la malattia più bella che una persona possa avere": questa affermazione passionale ai limiti della morbosità spiega bene il rapporto che unisce il pallone al nostro centrocampista Federico Andres Lorenzatti.
26 anni, argentino di Santa Fè, Federico ci racconta che in Sud america il calcio è vissuto in maniera molto più "caliente" rispetto all'Italia a partire dagli stadi, sempre pieni anche nelle categorie inferiori. Lorenzatti mastica pallone sin da piccolissimo basti pensare che all'età di 4 anni fa già parte di una squadra: il Ben Hur de Rafaela dove rimane fino all'età di diciassette anni. E' in questo club, che milita tra la C1 e la serie B argentina, che nasce il nomignolo "El Peluca" (la parrucca) per via dei folti capelli che Federico sfoggia ancora oggi. Nel 2003 come molti ragazzi argentini, il nostro giocatore decide di fare il grande salto approdando in Italia grazie alla corte del Venezia dove rimane però neppure il tempo di un mese. "Ho mollato tutto per venire a giocare in Italia perchè avevo capito che il calcio era la mia vita ma il Venezia è fallito poco dopo il mio arrivo così me ne andai a giocare in Calabria insieme a tanti miei connazionali". La colonia argentina si trasferisce così alla Vibonese che disputa il campionato di serie D. Dopo due anni Federico decide di tornare al nord trovando un accordo con il Mira ma dopo appena tre mesi il ginocchio destro fa crac e il suo campionato finisce anzitempo. Il nostro centrocampista però non demorde e torna in campo stavolta con la casacca del Mestre nel campionato di Promozione 2006/07. All'inizio della stagione successiva Lorenzatti è però vittima di un altro brutto infortunio, stavolta al ginocchio sinistro: "Mi sentivo impotente, soffrivo di nuovo lontano dal campo e avevo nostalgia dei miei amici e della mia famiglia in Argentina" ricorda Federico, il quale, ancora una volta dimostra di essere più forte della sfortuna e già nel finale di stagione torna in campo nelle file dello Spinea, che anche grazie al suo contributo vince il campionato di Prima categoria. Dopo questo primo successo Federico ci prende gusto e comincia a raccimolare delle belle soddisfazioni: nel 2009 sfiora i playoff Promozione ancora con la maglia del Mestre, l'anno dopo invece viene prestato al Favaro e stavolta i playoff non solo li gioca ma li vince portando la squadra nel campionato di Eccellenza. L'ottima stagione disputata convince l'Edo Mestre a puntare ancora su di lui e sarà una scelta azzeccata: nel 2010/11 infatti Federico & Co. battono ogni record facendo volare la squadra in Eccellenza dopo una cavalcata trionfale: "ricordo in particolare un mio gol contro la Sandonatese al 90' che ci consentì di mantenere intatta la nostra striscia di imbattibilità dopo una gara difficile" racconta Lorenzatti. Lo scorso anno l'Edo Mestre disputerà un altro buon campionato chiudendo quinta da neopromossa il campionato di Eccellenza. Quest'estate nonostante fosse richiestissimo da società di categoria superiore come la Feltrese e la Triestina, Federico sceglie di sposare il progetto dell'Union Pro:"abito a Zero Branco e preferivo rimanere vicino a casa sia perchè non volevo rinunciare al lavoro attuale sia perchè reputo l'Union Pro una società con buone strutture e attrezzata per vincere". Di certo Lorenzatti metterà a disposizione tutta la sua grinta visto che si definisce uno che da tutto in campo, a cui piace guidare la squadra e assumersi le proprie responsabilità magari segnando qualche gol in più rispetto al passato. Tra i calciatori che lo hanno influenzato molto Federico cita dei grandi campioni argentini del suo ruolo come Fernando Redondo, Diego Simeone e Matias Almeyda senza dimenticare il nostro Andrea Pirlo e l'ex compagno di squadra Eduardo Lermee con il quale ha condiviso gli ultimi anni tra Favaro e Mestre. Fuori dal campo invece Federico è una persona come tante, a cui piace la compagniA degli amici, della fidanzata Sara e che da buon argentino ascolta la Cumbia, un genere musicale simile alla salsa, giusto per far muovere i suoi piedi buoni non solo in mezzo al rettangolo di gioco.

1 commenti:

  1. Tutti allo stadio oggi per incitare Federico e compagni !

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