28 novembre 2012

Conosciamoli meglio: LEONARDO CAGNATO



A parlare con Leonardo Cagnato si ha la netta sensazione che abbia qualcosa in più rispetto a un normale calciatore. Vuoi per la sua esperienza, per la sua ecletticità o probabilmente per quella visione calcistica simile a quella di un allenatore, anche se, fosse per lui, altri dieci anni a correre per il campo se li farebbe più che volentieri. Classe '82 e originario di Treviso, più precisamente della “zona Fiera”, Leo comincia la sua avventura nel mondo del pallone nella locale squadra del Treviso 90 all'età di 5 anni. Una volta diventato grandicello si trasferisce prima nei Giovanissimi del Treviso dove rimane per due stagioni e poi, nel 1995, nel Venezia di Maurizio Zamparini. “Era una grande squadra dove giocava un certo Alvaro Recoba-ricorda Leo-e anche nelle nostre partite, il tifo caldo dei tifosi veneziani riempiva sempre lo stadio Penzo”. Per un trevigiano come lui, i derby contro la squadra della sua città avevano sempre un sapore particolare anche se i ricordi più vivi dell'esperienza lagunare sono quelli legati alle sfide contro compagini internazionali. Ad esempio durante il “Torneo di Gradisca” riservato agli Allievi Nazionali, Cagnato ebbe l'opportunità di misurarsi contro i pari età del River Plate, una sfida che definire stimolante è riduttivo. Dopo 4 anni e una breve parentesi in Primavera, arriva la chiamata della Pievigina con cui Leo fa il suo esordio in prima squadra. “Ho sempre giocato in serie D negli anni di Pieve e ricordo che appena arrivato mi sentivo stranito: c'era davvero tanta differenza rispetto al modo di giocare delle giovanili, ma fortunatamente mi sono smaliziato abbastanza presto grazie ai consigli del mio primo allenatore Andrea Manzo” racconta Cagnato. Proprio l'allenatore mestrino, ex centrocampista di Fiorentina e Milan, fece capire a Leo l'importanza dell'agonismo in un campionato impegnativo come quello della D e l'obiettivo della salvezza fu un traguardo raggiunto con molto sacrificio. Gli anni successivi regalano le prime soddisfazioni al nostro centrocampista che nel 2002 vincerà la Coppia Italia Dilettanti andando ad espugnare il caldissimo stadio di Grottaglie (TA) con un rotondo 2-0. Nel settembre 2003 si apre una parentesi importante nella vita di Leo che supera l'esame di ammissione alla facoltà di Scienze Motorie a Ferrara e si appresta a iniziare la sua esperienza universitaria, vivendo per la prima volta lontano da casa. Nonostante il minor tempo libero a disposizione non vuole proprio saperne di abbandonare il calcio e così trova un contratto fino a maggio 2004 presso una squadra dell'Eccellenza lombarda dal nome altisonante: il Boca Juniors. I 50 chilometri che lo separavano dalla sede di allenamento e la conseguente difficoltà di legare fuori dal campo con i compagni che vivevano lontano da lui, mettono alla prova la sua grande passione che però saprà superare intatta anche questa difficoltà. La stagione successiva infatti lo vede ancora in campo, stavolta nelle file dell'Argentana dove disputerà due stagione nella promozione emiliana. “Non è stato facile scendere di categoria ma ad Argenta ho trovato un ambiente caloroso dove sono rimasto volentieri” ci spiega Leo con un pizzico di nostalgia visto che, durante questo periodo, viveva i suoi anni migliori affrontati con il giusto “spirito universitario”. Oltre a condividere la casa con altri 5 studenti infatti, Leo conoscerà in questo periodo la moglie Daria oltre a consolidare diverse importanti amicizie. Terminati i corsi, pochi mesi prima di discutere la tesi, Leo torna a casa e subito per lui si concretizza la possibilità di tornare in Eccellenza, categoria nella quale rimarrà fino alla scorsa stagione sempre con la maglia del Lia Piave. “Di questo periodo ho solo ricordi positivi -ricorda Cagnato- mi sono affezionato molto alle persone in società tra cui il tuttofare Thomas Padoan, che ringrazio per l'impegno che ha sempre dedicato nelle sue attività, oltre al mio ex compagno di reparto, il 29enne Raffaele Buondonno con cui ho condiviso anche gli anni della Pievigina”. Dopo due secondi posti in campionato e la vittoria della Coppa Veneto nel 2009 per Leo la militanza con il Lia Piave, squadra della quale è stato anche capitano, è terminata quest'estate. “L'ultimo anno, complice anche l'arrivo di un nuovo allenatore, sono stato impiegato poco e di comune accordo con la società abbiamo deciso di separarci” conclude Leo che ora è completamente concentrato sulla stagione dell'Union Pro. A mister Feltrin Cagnato sta facendo molto comodo e può sfruttare la sua abilità sia in fase di interdizione e di recupero palla che la sua visione di gioco durante le azioni offensive. A S.Polo di Piave, durante la gestione di Morandin, Leo veniva impiegato o come mediano di contenimento o come terzino sinistro quindi non aveva i compiti di spinta che invece il ruolo di esterno alto gli impone ma viste le prestazioni sin qui offerte non si può rimproverare nulla al nostro generoso giocatore. “Purtroppo di gol non ne faccio neanche se la palla mi sbatte addosso” dice scherzando ma talvolta una palla recuperata in un momento cruciale del match può valere quanto una marcatura segnata. Facendo invece il punto della situazione dopo gli ultimi risultati Cagnato sottolinea come manchi ancora qualcosina alla squadra: “probabilmente dovremmo capire che a volte serve più il martello che il fioretto perchè non sempre si vince con il bel gioco -osserva Leo- ma all'interno dello spogliatoio noi tutti sappiamo che siamo una buona squadra e nonostante la giovane età media abbiamo saputo creare un gruppo unito, una cosa fondamentale nei campionati dilettantistici. I giovani in particolare sono molto importanti per noi e nonostante alla loro età si tenda a voler far di testa propria, i nostri ragazzi hanno l'umiltà di ascoltare e hanno capito che c'è da lavorare per migliorarsi. Ora vogliamo dare una svolta al nostro campionato già a partire dalla gara di domenica dove ognuno dovrà metterci del suo per riuscire a vincere”. Quando gli facciamo notare la sua dialettica da allenatore in campo Leo sorride e pensa per un attimo al suo futuro: “non mi precludo niente, so che per giocare ancora tanti anni come vorrei, dovrò essere bravo ad allenarmi nel modo giusto ma una volta smesso potrei anche provare nuove strade visto che mi piacciono anche altri sport” commenta Leo, senza dimenticare che, grazie alla laurea conseguita, da qualche tempo ha intrapreso l'attività di libero professionista nell'ambito ginnico e riabilitativo. Noi però preferiamo pensare a lui solo come giocatore lasciando ad un futuro lontano il compito di svelarci quale sarà la scelta che l'eclettico Leonardo deciderà di intraprendere con successo.

4 commenti:

  1. Questo signori e un giocatore incredibile, potrebbe tranquillamente prendersi sulle spalle un compagno e giocare senza problemi, le partite per lui potrebbero durare 3 o 4 ore, no problem.Instancabile.
    Grande LEO.

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  2. Ragazzo splendido e sempre positivo Leo. Però che avesse giocato a Venezia lo sapevano in pochi ....
    Faccio i miei complimenti anche al giornalista, questi ritratti dei nostri ragazzi sono davvero belli ! Bravo Andrea...

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  3. Non ho visto tante partite di Cagnato ma mi sembra uno che sgobba, recupera palloni ovunque e pazienza se, come dice lui non ha mai segnato, chi se ne frega, l'importante è che non faccia segnare.

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    1. che non faccia segnare, si intende agli avversari ovviamente.
      GRAZIE LEO.

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