23 gennaio 2013

Conosciamoli meglio: CRISTIAN CECCHETTO



Parlando con Cristian Cecchetto, difensore 24enne di Castello di Godego, ci colpisce subito la sua schiettezza e il grande entusiasmo con cui ci racconta la sua esperienza del mondo del calcio: “ricordo con piacere che da piccolo, nelle domeniche pomeriggio guardavo le partite di serie A alla tv e poi, appena vedevo un gol, andavo subito fuori in giardino cercando di riprodurre da solo l’azione appena vista, per non parlare di quando ‘costringevo’ mio padre a stare in porta per parare i miei tiri quando tornava dal lavoro nelle sere di estate”. Non passa molto tempo che dal giardino di casa Cristian si trasferisce finalmente in un vero campo da calcio, quello della Godigese, dove rimane dal 1996 al 1998. L'estate successiva coincide con il momento di scegliere il settore giovanile e a casa Cecchetto una sera telefona niente di meno che Franco Baresi, a quei tempi fresco responsabile del settore giovanile del Milan, per proporre a Cristian di giocare nella scuola calcio satellite con sede a Bassano: “ricordo mia mamma che dopo aver risposto al telefono viene in cucina dove mio padre stava mangiando e gli dice: “ti vogliono al telefono, è Franco Baresi”…la faccia di mio padre, da sempre milanista, in quel momento e la sua soddisfazione al termine della telefonata sono per me motivo di grande orgoglio, tuttora ad anni di distanza” racconta Cristian. Eppure dopo aver effettuato provini a Bassano, Cittadella e Padova la scelta ricade sul Montebelluna, convinto dalla proposta del responsabile del settore giovanile Renato Candier. Con i biancazzurri Cecchetto si toglierà parecchie soddisfazioni durante le sette stagioni trascorse, andando a vincere 5 campionati e due titoli regionali (giovanissimi e allievi) sfiorando lo scudetto sia con gli allievi che con gli juniores (giocando da capitano) dove si arrese agli avversari soltanto in finale. In questo periodo, più precisamente nel 2000, Cristian prese una bella scottatura durante la sua prima visita sportiva, quando gli fu diagnosticata una lieve aritmia cardiaca: “non era niente di grave tant'è che alla visita successiva, a distanza di tre mesi, mi è stata data l'idoneità sportiva eppure non posso fare a meno di pensare a quel periodo di inattività forzata che ha in parte rovinato quella che poteva essere la stagione utile per fare il salto di qualità”. Oltre ai risultati sportivi, i ricordi legati al settore giovanile riguardano anche gli allenamenti del maestro di tecnica Berto De Bortoli che adottava un metodo singolare, facendo palleggiare i suoi allievi contro il muro per più di un'ora stando attenti a fare il ‘balzeo’ con il piede d’appoggio, 'rullando' con i piedi finché tornava indietro la palla e mandando dentro il braccio opposto alla gamba che calcia per coordinarsi: “ricordo che per staccare un attimo buttavamo apposta il pallone al di là del muro in una canaletta di scarico, per poter perdere un po’ di tempo con la scusa di recuperare il pallone -confessa Cristian- ma a distanza d’anni, ogni volta che incontro un ex compagno di squadra di quel periodo, si parla del famoso muro e sono tutti pentiti di non aver passato ancora più tempo a calciargli contro il pallone come diceva il maestro”. Sarà anche grazie a questi esercizi un po' noiosi ma efficaci che Cecchetto si è formato nel suo ruolo, nel quale dice di non avere un modello a cui ispirarsi: “penso che in fondo ognuno abbia le proprie caratteristiche e che bisogna sviluppare quelle correggendo i difetti principali ma senza snaturarsi per voler assomigliare a qualcuno. Sono un difensore centrale, non roccioso e aggressivo ma con un discreto senso della posizione e sempre concentrato e attento alle dinamiche di gioco. Mi piace curare la fase di impostazione del gioco, incitare e guidare i compagni da dietro e di tanto in tanto avventurarmi in qualche proiezione offensiva magari scambiando palla con i centrocampisti.” Tornando alla sua carriera, nel 2005/06 arriva la chiamata dalla Marosticense che lo fa esordire nel campionato d'Eccellenza: “Purtroppo nella parte finale della stagione, a causa anche di un infortunio che mi ha tenuto fuori per più di due mesi, ho trovato poco spazio e nella stagione sportiva successiva scelsi il Cornuda Crocetta, impegnata nel campionato di promozione” spiega Cristian. Alle pendici del Montello Cecchetto trascorrerà le stagioni sin qui più belle e gratificanti guidato da mister Tomasi e assieme ai compagni Alessandro Fuser, Fabiano Zanon, il capitano di allora Luca Sagrilli “un esempio di serietà, temperamento e personalità” e quello attuale Nicola Stradiotto “compagno di viaggio e avventure da ormai sei anni”. Tutti assieme, Sagrilli a parte, si ritroveranno anche nei tre anni successivi a Preganziol dove, nel 2011, sfiorarono il salto di categoria, sfumato nonostante un campionato da ben 63 punti. E' proprio da qui che Cristian vuole ripartire, rincuorato dalla stima che il presidente Michielan ha espresso nei suoi confronti l'estate scorsa: “l’idea di far parte di una squadra forte mi ha da sempre lusingato, anche perché dopo la delusione di due anni fa avevo voglia di fare un campionato lottando per obiettivi importanti”. Nell'Union Pro Cecchetto ha trovato una società organizzata che lo fa sentire tranquillo consentendogli di poter lavorare in campo senza alcuna distrazione. Su un punto però Cristian ci tiene a precisare il suo pensiero: “mi ha colpito l’entusiasmo che ruota attorno all’ambiente da parte dello staff e dei due presidenti, anche se penso che a volte sia addirittura un po’ eccessivo, specialmente ora che mancano tante partite alla fine”. Il clamore mediatico dovuto alle parole di elogio che sono state spese a favore della squadra rischia, a suo dire, di indispettire gli avversari che evidentemente non puntano sulla comunicazione come fa la nostra società e preferiscono non esprimere pubblicamente i propri commenti sul proprio status di forma. “A volte ci vorrebbe qualche critica in più per rimanere coi piedi per terra, ricordando che non si è ancora fatto niente, anche se l’Union Pro sta dimostrando di poter disputare un campionato di alto livello. Per questo dovremo scendere in campo sempre con lo spirito di chi vuole fare e dominare la partita. Credo che non siano molte le stagioni in cui ci si possa regalare la soddisfazione di lottare per vincere, quindi chiedo a tutti i miei compagni di crederci veramente e lottare insieme per raggiungere l’ambito traguardo”. Riguardo al suo futuro sportivo Cristian, che frequenta il secondo anno della laurea specialistica in Ingegneria Civile (Idraulica), spera giocare ancora a lungo: “Per me è sempre stato un piacere giocare a calcio e i sacrifici necessari per poterlo praticare in maniera seria, come sono stato da sempre abituato a fare, non mi hanno quasi mai pesato. Mi alleno con serietà e costanza, quindi credo di essere un buon esempio per i giovani che abbiamo in squadra. L’unico rammarico che ho è quello di non aver ancora avuto la possibilità di esprimermi con continuità per dimostrare al nuovo ambiente il mio effettivo valore e conquistare la stima che avevo ottenuto nelle precedenti stagioni al Preganziol. Rispetto e accetto comunque le scelte di mister Feltrin, pronto come ho sempre fatto finora a dare il mio contributo ogni qualvolta verrò chiamato in causa”.

4 commenti:

  1. GRANDE CECCO
    UOMO VERO
    GRANDE CAMPIONE
    IO STO CON TE!

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  2. Cecche..
    umile come pochi e un grande ragazzo..
    Eri l'idolo del mister De bortoli che diceva sempre guarda Cecchetto come lo fa bene..

    Ci vediamo al ritorno (magari con lo stesso risultato eheh)

    Un abbraccio
    Damiano Mason

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    1. Sei un grande Dami !
      Magari ci vediamo anche prima del ritorno dai...(quanto al risultato vedremo, importante che i conti tornino giusti....alla fine)
      A presto

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  3. Complimenti Cristian per quanto hai scritto, ti fa onore !
    Quando sei stato chiamato in causa hai sempre risposto alla grande... Mi metto nei panni del Mister, non è per niente facile scegliere tra tre centrali così forti !

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