16 gennaio 2013

Conosciamoli meglio: NICOLO' FRESCHI



A contendere a Enrico Noè i guantoni riservati all'ultimo “guardiano” dell'Union Pro è il 19enne Nicolò Freschi, già titolare lo scorso anno nel Preganziol. Quella che però potrebbe essere vista come una rivalità lo è invece solo sul piano sportivo secondo Nicolò: “con Enrico andiamo molto d'accordo e non c'è alcuna gelosia visto che siamo praticamente coetanei e abbiamo ancora tutto da dimostrare”. Un ruolo, quello del portiere, che gli si è cucito addosso sin dai primi allenamenti nel Giorgione, la squadra della sua città: “non ho mai giocato fuori perchè ho avuto da subito un feeling con questo ruolo e non l'ho più lasciato” ci spiega Nicolò, che a Castelfranco rimane due anni prima di approdare al Montebelluna nel 2003. Qui viene seguito da Vanni Berlese, il suo primo preparatore vero e proprio e comincia a fare progressi tant'è che si guadagna una chiamata per un amichevole prestigiosa nell'ambita cornice di S.Siro. Prima del calcio di inizio di Inter-Lazio del 25 aprile 2004 infatti, Nicolò disputa una partita insieme ai suoi coetanei del settore giovanile interista e quando esce dal campo in uno stadio già gremito, incrocia il difensore Sinisa Mihajlovic, uno dei primi campioni a fare il suo ingresso per il riscaldamento. Chissà se fu proprio allora che lo notarono, sta di fatto che dal 2005 Freschi entra a far parte del settore giovanile del Vicenza dove rimane ben 5 stagioni e mezza. “E'stata un esperienza fantastica e questo soprattutto grazie ai miei compagni di allora e al mio preparatore: Adriano Bardin che ha seguito anche i portieri della nazionale durante il commissariato di Giovanni Trapattoni”. Tra i momenti indimenticabili spiccano la semifinale raggiunta nel 2008 al Torneo Ferroli di Verona, dove il Vicenza fu piegato dal fortissimo Real Madrid solo ai rigori e l'annata successiva con gli Allievi Nazionali, anche questa chiusa solo da una grande: l'Inter, a cui Nicolò e compagni si arresero solo ai supplementari nei quarti di finale. A gennaio del 2011 Freschi viene lasciato libero di accasarsi altrove, un duro colpo da digerire per lui che deve dire addio ai tanti amici con cui aveva condiviso la gioia delle vittorie e mitigato l'amarezza delle sconfitte”. Fu così che durante gli ultimi mesi della stagione riparte nuovamente dal Giorgione, dove farà da vice all'esperto Massimo Minet: “di lui ricordo il rinvio formidabile ma anche la capacità di rimanere tranquillo e determinato trasmettendo sicurezza alla squadra”. Proprio la capacità di concentrazione e la forza per rialzarsi dopo un eventuale errore, sono le caratteristiche che secondo Nicolò un bravo portiere deve possedere anche se un modello a cui ispirarsi dice di non averlo mai avuto. “Se parliamo della professionalità con cui allenarsi e affrontare le partite alla domenica i miei esempi sono i compagni di squadra Stradiotto e Cecchetto, con i quali vado in macchina agli allenamenti già dalla scorsa stagione”. Archiviata con la vittoria del campionato la stagione al Giorgione, nell'estate successiva Nicolò decide di mettersi in gioco accettando la proposta del Preganziol. Qui giocherà con regolarità guadagnandosi pure la chiamata per la rappresentativa veneta impegnata nel Torneo delle Regioni, nel corso del quale si alternerà tra i pali con Pettenò del Campodarsego: “siamo andati a giocare in Basilicata nella settimana di Pasqua ed è stata un esperienza importante anche se siamo usciti ai gironi contro l'Umbria”. Chiusa la scorsa stagione a metà classifica, a Nicolò viene proposto di rimanere nella nuova società, un ipotesi che accetta di buon grado: “stavo bene l'anno scorso e mi trovo bene anche ora, all'interno di questo progetto ambizioso in cui ho creduto da subito visto che il presidente Michielan quello che dice poi lo fa”. E se dei suoi punti di forza preferisce non parlare, “sono un ragazzo di poche parole e penso che in ogni cosa che si faccia ci sia sempre da migliorare”, riguardo al suo futuro e a quello dell'Union Pro si pronuncia così: “finchè la passione che sento non finirà spero di continuare con il calcio, uno sport che adoro così come i giochi di squadra anche se attualmente lavoro come istruttore in palestra oltre a studiare Giurisprudenza presso la sede di Treviso. Con i miei compagni invece abbiamo creato un bel gruppo e, come fatto vedere domenica, stiamo dimostrando tutto il nostro valore ma per scaramanzia non dico niente sul proseguo del campionato”. Lasciamo parlare i fatti dunque, così come vale per l'Union Pro, anche il futuro del nostro giovane portiere è ancora tutto da scrivere!

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