9 gennaio 2013

Conosciamoli meglio: PIETRO FIACCHI



Essere compagno di squadra di Pietro Fiacchi, nostro centrocampista centrale di 22 anni, dev'essere sicuramente un'esperienza piacevole. Ragazzo molto scherzoso e simpatico, Pietro ci racconta come negli anni passati abbia legato praticamente con tutti i calciatori con cui abbia giocato: “sono stato molto fortunato perchè, nonostante abbia spesso cambiato compagni dopo ogni stagione, ho trovato sempre persone con le quali era facile fare amicizia e forse è questo il motivo per cui gioco a calcio cosi volentieri”. Originario di Mogliano dove vive e lavora tuttora, Pietro si avvicina al pallone nella squadra della sua città aggregandosi ai pulcini, categoria nella quale rimane dall'eta di 5 ai 7 anni. A questo punto viene notato dagli osservatori del Venezia e si trasferisce così in Laguna dove avrà modo di formarsi come calciatore. “A Venezia ho dei bellissimi ricordi legati ai numerosi tornei a cui ho partecipato e se devo ricordare un episodio che mi è rimasto impresso scelgo la finale di un Torneo nazionale nel 2006 dove perdemmo solo contro la Juve per un gol del mio coetaneo Ciro Immobile” (oggi titolare del Genoa). Una volta raggiunta la categoria Beretti, nel 2008 le strade di Pietro e del Venezia si dividono con il passaggio del centrocampista nelle file dell'Edo Mestre nel campionato di Eccellenza. “E'stata un' esperienza molto importante visto che per la prima volta mi sono trovato in squadra assieme a tanti calciatori adulti e grazie a loro ho cambiato la mia visione del calcio”. Una visione che a detta di Pietro è diventata più finalizzata al risultato in quanto comincia a capire dai volti affranti dei compagni come una sconfitta a livello di prima squadra sia più dura da digerire. Ciò nonostante per Pietro ancora oggi il calcio rimane senz'altro un divertimento oltre a una preziosa valvola di sfogo per staccare dalle fatiche lavorative. Il 2009 si rivelerà il suo anno più “movimentato” visto che nel giro di pochi mesi cambierà due squadre prima di mollare tutto per vivere l'esperienza universitaria in quel di Parma. Ma andiamo con ordine: durante l'estate una società di serie D, l'Albignasego, propone a Pietro un contratto stagionale. La prospettiva di militare in un campionato importante ben si sposa con un altro sogno: quello di iscriversi all'Università. “Avevo già ipotizzato di iscrivermi a Padova alla facoltà di Scienze Motorie vista la vicinanza con il campo di allenamento però le cose non sono andate come previsto.” Non per colpa dei duri allenamenti di mister Gianfranco Fonti ma per una scelta della società, la quale, viste le improvvise difficoltà economiche, è costretta a rinunciare ai giocatori meno esperti tra cui Pietro che viene prestato al Dolo. Anche qui però accade un imprevisto: l'esame di ammissione a Padova non viene superato e nel giro di poche settimane il nostro giocatore decide momentaneamente di lasciare il calcio: “all'epoca avevo il pallino dell'università e saputo che avrei potuto frequentare Scienze Motorie a Parma non ci ho pensato due volte e sono andato a vivere li assieme ad alcuni amici”. L'esperienza in se, pur essendo stata positiva, gli fa capire che la facoltà non era quello che cercava e che la lontananza dal calcio era troppo dura da accettare. Così dall'estate 2010 il figliol prodigo torna a casa dove la Pro Mogliano lo riaccoglie a braccia aperte: “Volevo assolutamente tornare a giocare e sono contento di essere ripartito da Mogliano dove ho ritrovato mister Favaretto che mi aveva già allenato a Mestre”. Ed è proprio il coach di allora che per la prima volta prova Pietro nella posizione di centrocampista centrale: “è un ruolo che mi piace molto- spiega Pietro- ma molto diverso rispetto a quello che facevo prima, l'esterno destro dove avevo meno responsabilità. Ho dovuto imparare a cambiare il mio modo di correre passando da una corsa fatta di continue accelerazioni a un moto continuo oltre a prestare maggiore attenzione al gioco visto che in questo ruolo si toccano molti più palloni ed è importantissimo evitare di perderli per non favorire i contropiedi avversari”. Nelle prime due stagioni a Mogliano Fiacchi conquista subito la tanto attesa promozione e l'anno scorso aiuta i compagni a raggiungere la salvezza dopo un inizio sofferto. Le buone prestazioni e soprattutto la voglia e cattiveria agonistica che mette su ogni pallone convincono l'attuale dirigenza a puntare ancora su di lui: “Sono stato un po' dispiaciuto di perdere i vecchi compagni ma sono felice che la società mi abbia dimostrato la sua fiducia confermandomi” racconta Pietro il cui inserimento nell'attuale gruppo è stato semplicissimo: “oltre ai ragazzi della Pro conoscevo già Franchetto e Basso e devo dire che ci siam trovati bene subito, la nostra forza secondo me è che non c'è un vero e proprio leader ma tanti compagni che si danno una mano”. Sul futuro invece non si pronuncia preferendo pensare al presente: "sto bene così e non desidero particolari cambiamenti, penso alla squadra e in particolare alla prossima partita che stiamo preparando molto bene perchè ci teniamo a rimanere agganciati alle prime della classe". Da qui in avanti ci sarà molto da correre  ma siamo sicuri che Fiacchi non si tirerà di certo indietro quando sarà chiamato in causa.

1 commenti:

  1. Grande Pietro... Nel girone di ritorno ti vogliamo decisivo !

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