13 febbraio 2013

Conosciamoli meglio: MARCO GIULIATO



Un giocatore esperto come Marco Giuliato farebbe comodo a qualsiasi squadra di Promozione viste le sue caratteristiche: un centrocampista fisico, forte di testa e in grado sia di spezzare il gioco avversario che di inserirsi negli spazi. Sfortunatamente però i tifosi dell'Union Pro non hanno mai potuto ammirarne le qualità, se non in qualche sporadica occasione, per via dei numerosi malanni fisici che lo stanno tormentando da inizio stagione. “Negli ultimi giorni di preparazione estiva mi sono procurato uno strappo al flessore della gamba sinistra che mi ha costretto a riposo per quasi due mesi vista anche una ricaduta rimediata in allenamento” racconta Marco. Ecco che il suo esordio viene quindi posticipato alla partita contro il Cavarzano dove gioca tutti i novanta minuti: “è stata una bella soddisfazione per me visto che sono tornato in campo dopo otto mesi dall'ultima presenza con la maglia della Miranese”. Una parentesi, quella con la maglia delle zebre, non certo esaltante per lui che a Mirano rimane solo due mesi e mezzo prima di scegliere di svincolarsi per le difficoltà economiche in cui versava la società veneziana. Ed è proprio a Mirano, ironia della sorte, che Marco si procura un altro infortunio nel momento di calciare in porta. “Stavolta si è trattato di uno stiramento al flessore della gamba destra e da li praticamente non ho più recuperato visto che al mio rientro, nella mezzora finale contro il S.Giorgio, ho ancora sentito una fitta a fine partita. Mi dispiace perchè non mi sento un giocatore finito e ho tanta voglia di tornare a giocare per dare il mio apporto in questa seconda parte di campionato”. L'Union Pro da par suo, ha sempre confermato la sua fiducia a Marco, il quale ha parole di elogio per l'ambiente creatosi dopo il suo arrivo: “sono molto felice di trovarmi in una società seria come questa che cura i particolari con una professionalità difficile da trovare in altre realtà dilettantistiche”. Il riferimento è in particolare alla tradizione di ritrovarsi tutti insieme a pranzare prima della partita domenicale e alla puntualità nei pagamenti degli stipendi mensili. A livello di gruppo Giuliato si dice invece molto sorpreso per l'affiatamento stabilito con i giovani della squadra: “abbiamo veramente tanti bravi ragazzi che oltre a essere forti tecnicamente sono seri e stanno stare in gruppo, una caratteristica importantissima visto che le squadre con giovani di questo tipo, secondo la mia esperienza, spesso si trovano a lottare per vincere i campionati”. Campionati che nel curriculum di Marco sono tanti, per la precisione 14, tutti disputati nella categoria dell'Eccellenza. “Dopo aver concluso la trafila delle giovanili nel Quinto, contando qualche parentesi in alcuni tornei giovanili disputati con la maglia del Montebelluna, ho esordito in prima squadra nella stagione 1997/98”. Per Marco, classe '79, giocare per la squadra della sua città è stato un grande orgoglio e un'occasione importante per crescere come persona. “In quegli anni mi sarebbe piaciuto arrivare a giocare con i professionisti ma col senno di poi sono contento di come sia andata la mia carriera specialmente per il gran numero di persone che il calcio mi ha fatto conoscere”. Ecco che Giuliato, dopo ben otto stagioni trascorse a Quinto, decide che è arrivato il momento di cambiare e accetta la proposta dell'Asolo dove rimane per altri quattro campionati segnando subito una doppietta nella partita contro la sua ex squadra: “non faccio molti gol in stagione e non ho potuto fare a meno di esultare in campo -ricorda Marco- anche se non era mia intenzione offendere nessuno”. Sempre ad Asolo Giuliato e compagni sfioreranno nel 2006/07, la qualificazione in serie D, sfumata solo agli spareggi nazionali contro il Cynthia, una squadra della provincia di Roma. Neppure con la casacca dell'Edo Mestre, l'anno successivo, arriva il tanto agognato salto di categoria nonostante un campionato concluso al secondo posto. Ecco allora che Marco ci riprova con il Giorgione e stavolta ci riesce, al quarto tentativo, in una giornata che non dimenticherà mai più. “Dopo aver perso agli spareggi promozione col Quinto nel 2001-02, con l'Asolo e con l'Edo Mestre sono riuscito a conquistare la serie D nella stagione in cui la società festeggiava il suo primo secolo di vita, vincendo il playoff contro il Cerea il 19 giugno 2011”. Una gioia immensa sia dal punto di vista personale che di squadra che Marco ha voluto condividere con gli ultras del Giorgione, per i quali era un idolo. La scorsa stagione dopo aver trovato poco spazio in serie D complici anche i primi problemini fisici, Marco accetta la proposta della Miranese che come già detto finirà anzitempo. Ma in questo breve periodo di inattività Marco non è certo rimasto con le mani in mano, si è messo a studiare ed ha conseguito a Treviso il patentino di allenatore che lo abilita a esercitare questa professione dalla terza categoria alla serie D. Ed è proprio durante un camp estivo, nel quale seguiva i bambini del Condor S.Angelo, che fa conoscenza con mister Feltrin, il quale lo convince a seguirlo nella sua attuale squadra. “ Se un allenatore preparato come Checco decide di scendere di categoria vuol dire che il progetto è sicuramente affidabile e così ho scelto anch'io di cominciare questa esperienza” dice Marco, per il quale, la carriera da allenatore fa parte ancora di un futuro lontano: “la mia intenzione è quella di giocare ancora ed è per questo che cerco di essere sempre ottimista nonostante le recenti difficoltà. Se guardo indietro ricordo che ho sempre totalizzato almeno 20-25 presenze in ogni campionato e anche se quest'anno non dovessi riuscirci sogno comunque di tornare a sentirmi importante, magari proprio con questa maglia”.

3 commenti:

  1. grande marco!
    piero

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  2. Le ultime partite del campionato ti hanno reso giustizia, Non era facile entrare e fare bene dopo tanto tempo. Bravo
    Un tifoso

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