6 febbraio 2013

Conosciamoli meglio: STEFANO CASAROTTO



Il 20 gennaio scorso nella lista dei titolari per la partita casalinga contro il Musile, figurava anche il nome del sedicenne Stefano Casarotto, aggregatosi dalla squadra degli allievi per sostituire l'infortunato Baratella. Alla grande curiosità nel vederlo esordire, si è progressivamente sostituita la certezza di ammirare in campo un giovane calciatore dal sicuro avvenire. “E' sempre stato il mio sogno quello di giocare un giorno ad alti livelli” ci conferma Stefano che in quella giornata si è distinto per il gran numero di palle giocate, la personalità e le conclusioni dalla distanza che hanno messo in seria difficoltà i difensori avversari. Non è un caso se al momento della sua sostituzione, per la prima volta da quando ha gli scarpini ai piedi, Stefano abbia ricevuto un meritato applauso dal pubblico presente. “Sono rimasto molto colpito dagli applausi e dire che prima di entrare in campo ero teso e nervoso, ma fortunatamente i ragazzi della prima squadra mi hanno incitato molto nel riscaldamento facendomi sentire subito a mio agio” ricorda Stefano che ha espresso molta soddisfazione anche per le belle parole spese nei suoi confronti dal presidente Gaiba nelle sue pagelle. Casarotto, originario di Mestre, gioca nell'Union Pro solo da settembre dove inizialmente è stato aggregato agli allievi regionali di cui è attualmente il capocannoniere assieme al compagno di reparto Reinhart con 6 reti siglate. “Mi trovo molto bene con i compagni degli allievi e in partita ho la possibilità di svariare su tutto il fronte d'attacco giocando anche come esterno alto”. E' questo il ruolo che Stefano finora sente più suo, anche se come trequartista non se l'è cavata affatto male. “Mi piacerebbe migliorare nel tiro e nella velocità con la palla al piede” dichiara con sincerità, mentre quando gli chiediamo dei suoi pregi un po' imbarazzato risponde: “credo di avere un buon dribbling”. Ovviamente, vista la sua giovane età, Casarotto deve imparare ancora molto prima di realizzare il suo sogno e l'occasione di allenarsi con la prima squadra può rivelarsi un esperienza molto istruttiva. A tal proposito Stefano si è detto impressionato da Lorenzatti per il suo modo di giocare a testa alta, tenendo la palla bassa e scambiandola di prima e dalla grande velocità di Comin. In attesa di scrivere il suo futuro vediamo nel dettaglio quello che Stefano ha già combinato durante i suoi primi anni da calciatore: la prima squadra è stata il Borbiago dove comincia prestissimo ad appena 4 anni. Nel 2004 dopo aver trascorso un'annata nelle file del Marcon del ds Sandro Gaio, gli viene data la possibilità di mettersi in luce durante uno dei tanti tornei estivi organizzati dal vivaio dell'Atalanta. Stefano desta una buona impressione agli osservatori che vorrebbero portarlo con se a Bergamo ma la madre rifiuta il trasferimento per evitare di vedere il proprio figlio crescere lontano da casa ad appena 8 anni. Scartata questa ipotesi Stefano si regala comunque un esperienza importante nel vivaio del Venezia, dove rimane per tre stagioni agli ordini di mister Ignazio Guerra, prima di un clamoroso addio. Il presidente di allora Benussi, nel consueto discorso di fine anno, aveva fatto intendere a Stefano che i ragazzi non ancora "fisicamente pronti" avrebbero fatto molta panchina e tribuna nella stagione seguente. Sentitosi chiamato in causa essendo molto basso di statura anche per via del cortisone che assumeva in quanto asmatico, Casarotto, in accordo con la madre, preferisce trovare un altra sistemazione. Ecco allora materializzarsi l'opportunità di giocare nella squadra mestrina dell'Altobello Aleardi Barche dove ha trascorso gli ultimi tre anni. Oltre a riacquistare la fiducia nei suoi mezzi, Stefano si toglie la soddisfazione di effettuare un provino con l'Inter e la Juventus nel secondo dei quali, durante un triangolare disputato assieme ad una trentina di ragazzi, si guadagna la conferma per un secondo step. Le sue prestazioni non sfuggono neppure ai selezionatori provinciali che lo chiamano per una partita con la rappresentativa ne agli osservatori del Padova, dove ha la possibilità di allenarsi per qualche tempo prima del trasferimento nell'Union Pro. Trasferimento che è stato possibile specialmente grazie a due figure: la prima Bernardo Chinellato, si è rivelata decisiva per confermare ciò che di buono gli era stato già raccontato da mister Fabio Natale che lo allenava nei giovanissimi provinciali dell'Altobello. “Se sono riuscito a esordire in prima squadra un grazie speciale va a mia mamma Tania per tutti i sacrifici che ha fatto per me e ai mister che mi hanno allenato sin qui che mi hanno trasmesso tutti qualcosa di importante” conclude Stefano.
  

3 commenti:

  1. Stefano sei proprio un bravo ragazzo continua così Deborah

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  2. bravo buffone l ho sempre detto che sei un campione !

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