6 marzo 2013

Conosciamoli meglio: GIANLUCA CAMPAGNOLA



A 28 anni di distanza le strade di Gianluca Campagnola e Francesco Feltrin si sono incrociate di nuovo. Correva il 1985 quando il promettente difensore centrale di Giavera si allenava nelle giovanili del Montebelluna proprio agli ordini del giovane mister trevigiano, che di li a pochi anni, conquisterà il titolo di campione d'Italia nella categoria Allievi. Dopo tante battaglie in campo e il ritiro dall'attività agonistica nel 2004, Campagnola, dopo una breve parentesi da DS nel Preganziol, ha seguito gli ultimi sette campionati da semplice appassionato, prima di tornare in sella per questa emozionante avventura con l'Union Pro. “E' stata la casualità a farmi incontrare di nuovo il mister-racconta- e ho accettato con entusiasmo il ruolo di allenatore in seconda che lui e il presidente Michelan mi hanno proposto”. Anche il presidente infatti aveva un buon ricordo di Campagnola come calciatore visto che l'ultima parte della sua lunga carriera l'aveva disputata proprio con la casacca del club rosso-blu: “ho giocato le mie ultime sette stagioni a Preganziol decidendo di lasciare, da capitano, lo stesso giorno in cui abbiamo vinto il campionato di prima categoria”. La stagione successiva Campagnola si cimenta nell'inedito ruolo di DS ma ben presto si rende conto che questa non è la sua strada. Inizialmente anche il ruolo di mister lo lascia perplesso in quanto, provenendo egli stesso da una famiglia di allenatori, ricorda come il padre vivesse questo lavoro in maniera apprensiva e preoccupata. Nell'ultimo periodo quindi Gianluca ha deciso di “staccare la spina” e dedicarsi a tempo pieno al lavoro di responsabile amministrativo e alla sua famiglia. La passione per il calcio è però rimasta immutata come quando da ragazzo sognava di calcare i palcoscenici più prestigiosi. Dopo i primi calci a Giavera e poi alla Fulgor Trevignano negli anni '70, Campagnola entrò a far parte del vivaio del Montebelluna, dove rimase per quattro anni prima di approdare nella squadra primavera della Juventus. Questo fu il periodo migliore per lui culminato con l'esordio nei professionisti con la maglia del Treviso. Dopo aver giocato anche a Cittadella sempre nel campionato di C2, all'età di 23 anni il nostro vice-allenatore sceglie però di privilegiare il posto di lavoro al calcio giocato, che da questo momento diventa una sorta di “seconda attività”. Ecco dunque la lunga trafila di campionati dilettanti dove ha collezionato presenze in tutte le serie comprese tra l'Eccellenza e la seconda categoria. Da qualche mese Campagnola, che oggi ha 43 anni, sta vivendo il calcio in maniera differente: non più con lo spirito del calciatore concentrato solo sulle proprie performance in campo e in allenamento ma a 360 gradi, concentrato sulle dinamiche di squadra e con la massima attenzione a non trascurare i dettagli. In quest'ultimo aspetto Campagnola riconosce l'influenza di mister Feltrin che definisce una persona molto meticolosa nel preparare il lavoro giornaliero. “Francesco è un allenatore modello in grado di far divertire i propri giocatori e allo stesso tempo di trasmettere loro la propria idea di calcio. Credo che paragonato alla categoria in cui giochiamo il nostro calcio possa definirsi importante e il grande merito è dei giocatori a nostra disposizione”. Campagnola ci spiega infatti come Feltrin abbia puntato molto a valorizzare i singoli giocatori nel loro ruolo naturale e che per questo il modo in cui la squadra si esprime in campo non potrebbe essere diverso. “A inizio campionato, per cercare di accelerare la conoscenza tra i tanti nuovi giocatori, abbiamo organizzato molte doppie sedute di allenamento e fino ad ottobre scendevamo in campo quattro volte alla settimana esclusa la partita domenicale. Ciò nonostante abbiamo avuto qualche difficoltà ma credo che ora le abbiamo superate e vogliamo dimostrare di potercela giocare con tutti i prossimi avversari”. Quando gli chiediamo di spiegarci il suo ruolo all'interno della squadra, Campagnola lo descrive così: “cerco di fare costantemente da tramite tra i giocatori e l'allenatore che da solo non riuscirebbe a seguire bene tutta la rosa a disposizione. Nel corso degli anni ho imparato ad avvertire le difficoltà dei compagni in allenamento e ad interpretare i loro stati d'animo ed è questo che cerco di fare anche ora tenendo informato il mister sulla forma fisica e mentale dei singoli. Con i giocatori invece cerco di approfondire le indicazioni del mister, specialmente con i più giovani”. Parlando del gruppo a disposizione Campagnola si dice molto soddisfatto sia a livello qualitativo che umano e sottolinea la massima disponibilità da parte di tutti ad ascoltare le indicazioni del mister. Per quanto riguarda il suo prossimo futuro invece non si pronuncia ancora: “Non so se continuerò o meno questa attività, la vivo giorno per giorno anche perchè non sono abituato a darmi scadenze. Posso dire però che mi sto divertendo molto e mi piace stare in mezzo a questi calciatori, osservandoli mentre si allenano con impegno”.



La formazione del Montebelluna 1985 dove si riconoscono Feltrin (secondo da sx terza fila) e Campagnola (primo da dx fila centrale) CLICCA PER INGRANDIRE LA FOTO

1 commenti:

  1. Penso che i due signori qua sopra, stiano lavorando molto bene insieme, cosa importante per il gruppo.
    Se Campagnola dice che è un piacere lavorare con questi ragazzi, i ragazzi saranno soddisfatti nel leggere la sua intervista.

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