7 novembre 2013

Conosciamoli meglio: DANIEL NIERO



Per affrontare una categoria impegnativa come l'Eccellenza, l'Union Pro ha deciso di rinforzare il suo centrocampo puntando su un giocatore esperto e duttile come Daniel Niero. Pur avendo cominciato la sua stagione come interno di centrocampo, spetterà a lui l'arduo compito di sostituire l'infortunato Lorenzatti in cabina di regia, un ruolo che, come vedremo, non gli dispiace affatto. Nella piacevole chiacchierata che Daniel ci ha concesso siamo andati a ripercorrere la sua carriera fino all'estate scorsa, quando ha deciso di entrare a far parte del nostro progetto. “Essendo nato in una famiglia di calciatori ho cominciato abbastanza presto a giocare a pallone e a 5 anni ero già in campo con i colori del Martellago, la mia città d'origine”. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile gialloblu, il giovane Niero si guadagna le attenzione della squadra più importante della provincia, il Venezia, dove disputerà una stagione nelle file dei Giovanissimi regionali. Compiuti 16 anni eccolo trasferirsi alla corte del Calvi Noale, dove viene aggregato alla formazione Juniores. In seguito al primo anno di apprendistato, Daniel viene lanciato in prima squadra nel campionato di Promozione 1999/2000, dove si guadagnerà i gradi di titolare dopo aver disputato due partite convincenti. Le sue prestazioni non sfuggono all'occhio attento degli osservatori della Luparense, alla ricerca di un giovane promettente da schierare nel campionato di serie D: “la mia avventura a S. Martino di Lupari è durata due anni – ci spiega Daniel – nei quali mi sono trovato molto bene e, se devo essere sincero, l'unico motivo per cui ho deciso di cambiare aria è stata la scomodità di percorrere circa 2 ore, tra treno e macchina, per raggiungere il campo di allenamento e ritornare poi a casa. Di queste due stagioni ricordo di aver trovato un ambiente al quale non ero mai stato abituato prima e che aveva organizzato le cose in grande, tant'è che a fine allenamento c'era sempre un cesto colmo di frutta per noi giocatori. Dal punto di vista sportivo invece abbiamo centrato l'obiettivo salvezza il primo anno mentre nel secondo siamo retrocessi”. All'età di vent'anni Niero entra a far parte dell'Union Quinto, squadra alla quale rimarrà legato per ben otto stagioni: “qui ho vinto un campionato e ho ottenuto tante belle soddisfazioni con una squadra forte che è riuscita a competere sempre ai vertici come voleva il presidente Pizzolo. Devo dire che sono rimasto davvero affezionato all'ambiente e a molti compagni di allora con i quali ho ancora un ottimo rapporto”. Nel 2010 però Daniel decide che è arrivato il momento di accettare una nuova sfida e si trasferisce così nell'ambizioso Giorgione che punta a raggiungere la serie D nell'anno del centenario. E l'impresa, come in una bella favola, riesce davvero a Daniel e compagni che superano i veronesi del Cerea nella finale playoff e ritornano nel calcio semi-professionistico dopo un attesa durata dieci anni. “Di quella giornata ricordo tutto: dallo stadio pieno, agli attimi salienti della partita fino alla grande festa conclusiva assieme ai nostri splendidi tifosi. A Castelfranco la gente vive il calcio in maniera sana e appassionata e lo testimonia l'affetto che i tifosi ci hanno dimostrato tutto l'anno, in particolare nella settimana del playoff, dove hanno filmato i nostri ultimi allenamenti, allegandoli successivamente alla partita e alla festa in un cd commemorativo che conservo gelosamente”. Dopo un'annata disputata in serie D, dove giocò poco a causa di uno stiramento al collaterale, Daniel ha vestito anche la maglia dell'Istrana, con la quale ha disputato lo scorso campionato di Eccellenza. “Sono arrivato a Istrana grazie al mister Fabian che mi aveva conosciuto due anni prima a Castelfranco, ai tempi in cui allenava la formazione Juniores del Giorgione. E' stato lui a mettermi per la prima volta davanti alla difesa e devo dire che mi sono trovato benissimo, sentendomi molto di più nel vivo di gioco rispetto ad altri ruoli del centrocampo”. Anche grazie al suo contributo, la compagine trevigiana è riuscita a concludere il campionato in terza posizione, sfiorando per pochi punti l'accesso ai playoff. Quest'anno Daniel riproverà a conquistare questo ambito traguardo e per farlo ha scelto di indossare la casacca dell'Union Pro: “sicuramente nella mia decisione ha influito lo stimolo di partecipare a un progetto vincente e pure il fatto di essere già stato cercato lo scorso anno dal ds De Pieri, mi ha fatto sentire subito apprezzato dall'ambiente. Anche il colloquio conoscitivo mi ha ben impressionato e i feedback positivi dei miei amici calciatori, tra cui Marco Giuliato, hanno sciolto le ultime perplessità che accompagnano sempre un cambiamento di casacca”. Riguardo al suo ruolo da regista Daniel si esprime così: “mi dispiace moltissimo per l'infortunio di Lore, anche perchè di compagni forti come lui ne ho trovati pochi nella mia carriera, ma cercherò di fare del mio meglio per sostituirlo. E' stata una sorpresa venire schierato nuovamente in un ruolo che, rispetto all'interno di centrocampo, richiede maggiore attenzione alla fase difensiva e avrò quindi meno possibilità di fare inserimenti negli spazi ma in compenso potrò giocare molti più palloni”. Del resto Daniel, nella sua carriera, ha praticamente ricoperto qualsiasi ruolo, a partire dal terzino, passando al difensore centrale per finire all'esterno alto di centrocampo che giudica un ruolo più determinante nell'ottica della partita ma meno coinvolgente rispetto alla sua attuale posizione in campo. Parlando della sua nuova squadra Daniel si fa subito raggiante: “dopo i primi mesi trascorsi qui non posso che essere soddisfatto specialmente per il gruppo eccezionale di giocatori che ho trovato. Caratterialmente sono molto predisposto a legare con le persone ma posso dirti che un gruppo così affiatato, specialmente fuori dal campo, non lo avevo ancora visto. Anche a livello tecnico penso che la rosa sia molto competitiva con un suo gioco ormai consolidato e trovo che la scelta societaria di cambiare pochi giocatori da un anno all'altro sia stata un grande segnale di forza. Insomma il potenziale c'è, la squadra c'è e il mister pure, ma nel calcio, si sa, niente è scontato e noi dobbiamo pensare esclusivamente a fare del nostro meglio. Prima raggiungiamo il traguardo dei 40 punti e poi magari ci toglieremo qualche altra bella soddisfazione”.