2 gennaio 2014

Conosciamoli meglio: ANDREA NOBILE



Se l'Union Pro ha subito ingranato una buona marcia in questa stagione, parte del merito è del 22enne attaccante Andrea Nobile, moglianese doc e rincasato quest'anno dopo una carriera trascorsa in gran parte nel florido vivaio del Montebelluna. Ribattezzato “Speedy” dal presidente Gaiba per le sue incredibili accelerazioni, Andrea abbina al suo spunto veloce anche un dribbling notevole e una facilità naturale nel provare la conclusione da lontano. “Mi piacerebbe migliorare però nel colpo di testa” ci svela sorridendo Andrea che quest'anno punta deciso alla doppia cifra, e sarebbe la prima volta per lui, dopo aver già messo a segno 7 reti nella prima metà del campionato. L'intesa con il compagno di reparto Lele Comin è stata determinante per togliersi le prime soddisfazioni con la maglia dell'Union Pro e a proposito di quest'affinità Andrea ci dice: “con Lele mi trovo benissimo, essendo poi due calciatori brevilinei, abbiamo caratteristiche simili e il gioco palla a terra voluto dal nostro mister ci favorisce molto. In partita infatti ci cerchiamo e ci troviamo spessissimo e anche fuori dal campo i rapporti sono ottimi, tant'è che, ogni volta che scherziamo, mi fa sempre morir dal ridere”. Come già accennato in precedenza, prima di tornare a Mogliano, dove aveva cominciato a tirare i primi calci all'età di 5 anni, Andrea ha trascorso due stagioni nelle file del S.Cipriano e poi ben dodici nel Montebelluna, tra settore giovanile e prima squadra. “Ho ricordi splendidi di quel periodo, sia a livello personale che di gruppo, visto che sono rimasto insieme a molti miei coetanei fino alla categoria juniores. Come leggevo nelle interviste dello scorso anno, diversi giocatori hanno ricordato il mitico De Bortoli, che allena li da una vita e mi ha colpito tantissimo per la passione che ci metteva nel suo lavoro e per la sua capacità di insegnarci valori umani, oltre che puramente tecnici. Un esempio che vorrei imitare visto che da quest'anno alleno anche i pulcini dell'Union Pro.” La crescita di Andrea però subisce un brusco stop all'età di 15 anni quando si rompe il crociato ed è costretto a restare lontano dal campo per quasi due stagioni. Ciò nonostante, tempo di ristabilirsi pienamente e disputare qualche partita con gli juniores, arriva la prima convocazione in prima squadra dove fa il suo esordio all'età di 17 anni nel ruolo di attaccante esterno. “Il primo anno ho giocato poco, anche a causa della rottura del gomito mentre dalla seconda stagione in poi sono partito spesso da titolare, togliendomi lo sfizio di segnare la mia prima doppietta al Belluno che ci regalò un successo fondamentale per ottenere la salvezza nel 2009”. L'anno seguente invece Andrea si laurea campione d'Italia dilettanti con la rappresentativa giovanile del proprio girone di appartenenza: “ricordo che tra '91 e '92 eravamo uno squadrone, tant'è che abbiamo vinto tutte le partite, finale compresa, dove sono riuscito a fare un assist e a guadagnarmi un calcio di rigore”. Eppure, nonostante a Montebelluna sembrava potesse aver trovato l'ambiente ideale, le improvvise difficoltà economiche della dirigenza spingono Andrea a cercare fortuna altrove: “non avendo trovato l'accordo per proseguire ho accettato l'offerta del mio ex mister Esposito, trasferendomi nel Giorgione. Con la squadra di Castelfranco Veneto, appena promosso in D, Andrea disputerà un'annata da protagonista, giocando ben 34 partite e mettendo a segno 4 reti di cui due veramente splendide realizzate al Cerea e all'Este: “il primo gol l'ho segnato con un pallonetto da più di 30 metri dalla porta mentre il secondo è arrivato grazie a un'azione personale entrando in area defilato sulla destra, scavalcando il difensore con un tocco sotto e superando il portiere grazie a un tiro al volo sul secondo palo”. Purtroppo però Andrea e compagni non riuscirono a evitare di disputare il playout, al termine del quale risultarono sconfitti. “Fortunatamente poi il Giorgione è stato ripescato -ci spiega Nobile- e devo dire che mi porto a casa una bella esperienza che sarebbe potuta essere migliore se solo non avessimo avuto nove titolari infortunati a metà campionato”. Infortuni che sono capitati anche ai suoi nuovi compagni Lorenzatti e Niero in questa prima parte di stagione, nonostante il buon avvio dell'Union Pro: “dopo aver perso subito Fede mi dispiace che sia capitato un brutto infortunio anche a Daniel che per noi è una grossa perdita anche nello spogliatoio ma sono sicuro che i nostri nuovi compagni cercheranno di sostituirlo all'altezza. Il nostro punto di forza nel girone di ritorno sarà quello di sopperire alle assenze, mantenendo uno spirito di squadra elevato come quello che abbiamo dimostrato a Noale, dove abbiamo vinto dopo aver giocato in dieci per più di un'ora”. Secondo Andrea la nostra squadra ha fatto vedere di avere un gioco e un identità precisa nel corso della stagione e deve pensare a raggiungere la salvezza, prima di puntare ad obiettivi più elevati. “Appena arrivato qui mi sono reso conto di aver trovato un ambiente molto serio e ben organizzato con un gruppo di giocatori dai grandi valori umani, oltre che tecnici. So che la dirigenza si aspetta molto da me, avendo giocato oltre 100 partite in serie D, e posso assicurare loro che sto lavorando senza sosta per migliorarmi continuamente e credo di dare sempre il 110% quando entro in campo, sperando, un giorno, di poter salire di categoria con questa squadra”. Un ultimo pensiero Andrea lo vuole rivolgere alla sua famiglia, sia al fratello Alvise con il quale ha un bellissimo rapporto e che lo ha voluto fortemente all'Union Pro, sia ai suoi genitori, che lo sostengono sempre dalla tribuna.