24 gennaio 2014

Conosciamoli meglio: MARCELLO BENEDETTI



Seppure il merito degli acquisti dell'Union Pro sia dovuto alle capacità del DS Valerio De Pieri, bisogna riconoscere che il buon esito di alcune trattative, specialmente quelle relative ai giovani giocatori, è determinato da altre figure professionali. Una di queste è il nostro Team Manager Marcello Benedetti (in centro nella foto) che da quattro anni, alla Pro Mogliano prima e all'Union Pro ora, lavora senza sosta per garantire continuità al nostro ambizioso progetto. Veneziano di Cannaregio, sestriere nel quale nacque nel 1968, Marcello ha giocato a calcio per moltissimi anni, cominciando proprio nella squadra locale della Canossa. “A quei tempi per giocare a calcio ci voleva passione pura -ci racconta- e ricorderò sempre quando avevo 15 anni e mio padre si rifiutò di farmi giocare nella primavera della Sampdoria perchè non lo considerava un lavoro sicuro e preferì tenermi a casa”. Chissà come sarebbe potuta essere la carriera del nostro giovane portiere che esordì nella Mestrina (C2) post fusione Venezia – Mestre di Zamparini, durante il campionato 1988-89, per poi disputare quasi vent'anni di campionati dilettantistici. Oltre ai veneziani del Canossa e della Muranese, Benedetti vestì in carriera anche le maglie del Real Campalto, del Favaro e dell'Olmo vincendo ben 6 campionati sui 10 disputati fuori laguna. Nel campionato 1999-2000 nel Favaro del presidente Avv. Pizzigati, conobbe tra gli altri anche il presidente Marco Gaiba, l'allenatore Roberto Zavan,Stefano Berto e l'ex mister degli juniores Gabriele Rado, con i quali si saldò un duraturo legame di amicizia. Dopo un campionato vinto nel 2003-04 e 520 presenze tra i dilettanti, Marcello decise di appendere gli scarpini al chiodo nel 2005 all'età di 37 anni. Scegliendo un aneddoto da raccontare della sua carriera, la mente di Benedetti ritorna al campionato 1998 – 99 e allo scontro decisivo tra la Muranese e la Zerotina, quando un malinteso con il compagno di reparto causò un goffo autogol di quest'ultimo. “Quando sbaglia il portiere purtroppo se ne accorgono subito tutti, è un ruolo molto delicato in quanto sei l'ultimo baluardo della squadra e devi avere una grande forza mentale per dimenticare rapidamente l'errore”. E in quel giorno delicato Marcello non sbagliò più nulla con la squadra che riuscì a rimontare lo svantaggio iniziale e ad ottenere la vittoria del campionato grazie anche a un suo intervento nel finale, quando salvò la porta da una carambola ancora causata dallo stesso sfortunato compagno. Nonostante nella vita Marcello abbia sempre fatto lavori che richiedevano dure levatacce come il trasportatore del latte e il vigile del fuoco, la passione per il calcio è sempre stata più forte del tempo libero che sacrificava alle sue giornate. Così, appena ritiratosi dal calcio giocato, si iscrisse immediatamente a un corso per Collaboratori e Direttori sportivi, conseguendo il patentino nelle categorie dilettantistiche. Nei quattro anni in cui ricoprì questo ruolo come DS della Muranese, le iscrizioni dei bambini aumentarono vertiginosamente, raggiungendo il numero di 400 calciatori, grazie anche all'inglobamento dei vivai di alcune società limitrofe. Nel 2009 però le strade si dividono ed è così che approda alla Pro Mogliano esattamente a dieci anni dall'incontro con Gaiba. Qui ha sempre ricoperto il ruolo, inizialmente inedito per lui, di Team Manager che definisce: “l'anello di congiunzione tra prima squadra e settore giovanile”. In questo modo Marcello può vivere a stretto contatto con la squadra principale senza trascurare la crescita dei ragazzi più giovani. Benedetti in settimana assiste spesso agli allenamenti di altre squadre giovanili, alla ricerca di giocatori promettenti (quest'anno tocca ai '97, '98 e '99) da portare nel vivaio dell'Union Pro. A tal proposito è a lui che si devono gli arrivi del nostro portiere Enrico Noè e del centrocampista Gianluca Fuxa, entrambi veneziani così come Lele Comin. “In Enrico e Gian ci abbiamo creduto subito e mi auguro che anche i giovani che arriveranno potranno seguire le loro orme, in quanto sono già un bel punto di riferimento per i nostri ragazzi delle giovanili così come Alvise Baratella, Alvise Nobile, Ale Luise e Stefano Casarotto. Lele invece lo conosco da una decina d'anni e, oltre a reputarlo una persona eccezionale, lo considero una sorta di fratello minore, tant'è che, appena c'è stata la possibilità di ingaggiarlo, ho caldeggiato con convinzione il suo acquisto alla dirigenza e col senno di poi possiamo dire che sia stato un investimento felice”. Ripensando allo scorso anno Marcello si dichiara felice dell'andamento delle cose con la prima squadra che sta ottenendo risultati davvero impressionanti: “sinceramente avevo dei dubbi sulle nostre possibilità di riuscita dalla fusione tra due società che è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a lasciare Murano. Stavolta invece le cose sono state progettate fin nei minimi dettagli ed è stato creato il gruppo di giocatori più affiatato che io abbia mai visto in 30 anni di calcio. Poi Mister Feltrin è stato il maestro d'orchestra ideale per far rendere al meglio la banda musicale a sua disposizione”. Quando gli chiediamo un parere sulla stagione attuale Marcello sorride: “devo dirti che sono una persona molto sensitiva e anche all'inizio di quest'anno ho avuto delle buonissime percezioni e per questo sono convinto che saremo tra i protagonisti del campionato fino alla fine. Chiaro che con Lorenzatti e Niero disponibili ci saremmo divertiti molto di più”. Prima di salutarci Marcello ci tiene a ringraziare, in primis la sua famiglia che lo sostiene sempre, poi tutte le persone che hanno lavorato con lui negli ultimi quattro anni, in particolar modo i presidenti Michielan e Gaiba, il dg Alessandro Lunian, il ds Valerio De Pieri e Bernardo Chinellato ds settore giovanile, che gli permettono di svolgere questa attività che definisce “bellissima”. “A volte ti dirò che bisticciamo un po' ma sempre per il bene dell'Union Pro -puntualizza bonariamente Marcello- che è davvero felice di far parte di un grande team affiatato che lo fa sempre sentire a casa nonostante il lungo tragitto che percorre sei giorni alla settimana da Venezia.