25 aprile 2014

Conosciamoli meglio: PIETRO GALARDI



Arrivato lo scorso dicembre in punta di piedi, il 18enne Pietro Galardi ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nell'undici di Francesco Feltrin nella seconda parte di questo campionato. Terzino destro ma anche sinistro all'occorrenza, Pietro ha dimostrato di possedere un buon passo e soprattutto una corsa efficace sia nel breve, con le sue accelerazioni, che nel lungo, grazie alle doti naturali da fondista. Nato nel 1995 a Treviso, dove ha sempre vissuto, Pietro comincia a giocare nei pulcini del Condor S.Angelo, la squadra del suo quartiere. L'opportunità per mettersi in mostra arriva nell'estate 2003, quando partecipa al Summer Camp organizzato dal Treviso. I responsabili del vivaio biancoceleste decidono di puntare su di lui e così per il giovane Galardi comincia una splendida esperienza che si concluderà nel 2008, solamente in seguito al fallimento societario. “Rispetto ad altri miei coetanei calciatori, mi sentivo fortunato a giocare a Treviso dove in quegli anni si respirava aria di professionismo. Lo staff di allenatori era di prim'ordine e ho ricevuto un insegnamento davvero elevato sia in termine di valori umani che dal punto di vista tecnico”. In questi anni Pietro giocherà ai massimi livelli regionali, togliendosi lo sfizio di conquistare il campionato 2004 vincendo tutte le partite. Resosi conto della necessità di cambiare aria nel 2008 approda nel settore giovanile del Montebelluna, dove disputa un anno nei giovanissimi e due negli allievi regionali. La prima stagione si conclude subito con la vittoria del titolo regionale, battendo l'Este nella final eight mentre l'anno successivo viene aggregato ai ragazzi più grandi per disputare le finali nazionali a Chianciano (SI). L'ultimo campionato coincide con un'altra vittoria ma il ricordo più prestigioso è quello legato alla partecipazione al Torneo dell'Amicizia di Pordenone: “per me è stata un'emozione fortissima poter sfidare due volte la Lazio, di cui sono tifoso sin da bambino”. Proprio grazie alla vittoria sui biancocelesti il Montebelluna approdò ai quarti di finale di questo torneo internazionale, dove fu eliminato dal Chievo. Nella stagione successiva Galardi fa il suo esordio in prima squadra con la maglia dell'Ardita Qdp, formazione impegnata nel campionato di Eccellenza. “Nonostante fossi il più piccolo nello spogliatoio, devo dire di essere stato trattato sempre con grande riguardo da parte dei compagni di allora con i quali mi sono trovato benissimo”. Curiosamente il suo esordio avvenne proprio nello stadio Baracca, dove pochi giorni fa ha festeggiato la sua prima promozione in carriera. “Il motivo per cui non sono rimasto a Moriago è dovuto alla distanza da casa e alla voglia di provare l'esperienza della serie D con la società che mi aveva fatto crescere”. Fu così che all'inizio dell'attuale stagione Pietro rientra dal prestito e disputa un totale di otto partite con la maglia del Montebelluna, di cui quattro partendo da titolare. Nel mercato invernale però le sirene intorno a lui si fanno sempre più rumorose ed è così che decide di accettare la proposta di Feltrin che lo aveva cercato già la scorsa estate. “Non è stato facile lasciare Montebelluna dove avevo un ottimo rapporto specialmente con mister Gabriele Pasa che per me era quasi un padre più che un allenatore. Però ho capito che con quattro allenamenti settimanali subito dopo le lezioni avrei fatto fatica a prepararmi per l'esame di maturità e quindi ho preferito scendere di categoria”. All'Union Pro Galardi ha ben figurato in diverse occasioni, specialmente nella partita contro il Quinto, dove è riuscito anche ad attaccare efficacemente, oltre che a contenere gli avversari. “Sin dal mio arrivo mi sono reso conto delle particolarità di questo gruppo, molto affiatato e con tanto carattere, come abbiamo dimostrato in quelle partite dove siamo riusciti a vincere pur soffrendo fino alla fine. In serie D troveremo un tasso tecnico superiore e dovremo stare attenti specialmente in fase difensiva, visto che ci sono diverse squadre che sanno giocare bene la palla, attaccando con manovre corali molto efficaci piuttosto che con lanci lunghi dalle retrovie”. Quando gli chiediamo del suo futuro Pietro non si sbilancia, annunciando che prenderà una decisione definitiva soltanto dopo il conseguimento della maturità. Per questo sarà consigliato naturalmente da papà Alessandro, il suo manager personale che ci tiene a ringraziare con affetto.

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