16 aprile 2014

Conosciamoli meglio: STEFANO PASTRELLO



Tra i giocatori attualmente in forza all’Union Pro, uno dei più blasonati è certamente il centrocampista Stefano Pastrello. A trent’anni compiuti infatti, il giocatore originario di Camposampiero ha alle spalle un eccellente curriculum che lo ha visto protagonista sia nel calcio professionistico che nella serie D. “Devo dire che qualunque categoria in cui si giochi è sempre bella per chi ama il calcio come me” esordisce Stefano che si mise in luce già da piccolissimo, quando giocava con la maglia dello Scorzè. Ben presto il suo talento venne notato dagli osservatori del Padova, società che allora militava nella massima serie. Qui Stefano inizia ad abituarsi all’idea di poter vedere i grandi campioni da vicino e alla domenica, dopo la sua partita, gli capita spesso di fare il raccattapalle durante i match della prima squadra. Terminata la categoria Giovanissimi, dalla Milano rossonera arriva un’offerta alla quale non si può proprio rinunciare e così, nel 1999, Stefano diventa un giocatore del Milan. “E’ stata molto dura staccarsi dalla mia famiglia, alla quale sono molto legato, ma il mio obiettivo sin da piccolo è stato quello di diventare calciatore e così ho deciso di accettare questa sfida”. Dopo due anni trascorsi in collegio a Lambrate, Pastrello si trasferisce nel centro sportivo di Milanello, dove comincia ad allenarsi con la prima squadra. Durante la stagione 2002/03 viene convocato da mister Ancelotti per due sfide di Champions: la prima a Bordeaux e la seconda al Santiago Bernabeu di Madrid. “Per me era già emozionante allenarmi nello stadio vuoto, figurarsi la sera della partita, con centomila appassionati a fare il tifo sugli spalti. Se la partita si fosse messa in un certo modo magari sarei potuto anche entrare nel finale ma con il Real in vantaggio per 3-1, il mister preferì non mettere dentro alcun giovane” racconta Stefano. Per lui l’esordio in maglia rossonera arrivò poco dopo, più precisamente nell’ultima partita di campionato, vinta per 4-2 contro il Piacenza a S.Siro. “Quella mezzora finale è stata così intensa che alla fine mi sembrava di aver giocato non una ma otto partite. Sono riuscito a dare tutto e per me è stata una bellissima giornata anche perché sapevo che la mia famiglia era venuta apposta per vedermi”. Il giovane centrocampista venne ceduto in prestito l’annata successiva al Verona per farsi le ossa e proprio la società gialloblu decise di acquistarne il cartellino nel 2004. Con gli scaligeri Stefano non ebbe particolare fortuna, collezionando appena una presenza in serie B e una quindicina in serie C1 ma si tolse lo sfizio di segnare un gol al Bentegodi nel derby di Coppa Italia contro la Sambonifacese: “è arrivato un traversone in area e da li sono riuscito a girarla di testa sul secondo palo, sono sicuro che quando il mister lo leggerà non ci potrà credere” scherza Stefano, del cui rapporto con Feltrin parleremo più avanti. Nel 2004 comincia il suo peregrinare in prestito per le società di mezza Italia a partire da Martina Franca, passando per Portogruaro, dove conquisterà un inaspettata salvezza in serie C2, riuscendo ad esprimersi bene assieme a tanti ragazzi giovani come lui. L’anno successivo invece approdò a Modica, in Sicilia, dove non riuscì a impedire la retrocessione della squadra. “La reputo comunque un’esperienza molto formativa specialmente a livello caratteriale, visto che al sud il calcio è vissuto molto intensamente ed è proprio la passione e la pressione dei tifosi che ci spingeva a dare qualcosa in più quando scendevamo in campo”. Nella stagione 2006/07 Pastrello diventa un giocatore del Poggibonsi, squadra toscana di C2 che contribuì a salvare: “fosse stato per me sarei rimasto molti anni in un posto tanto meraviglioso quanto soddisfacente a livello umano ma il Verona decise diversamente e mi riportò a casa l’anno seguente.” L’ultima stagione in riva all’Adige però non si rivelò all’altezza delle aspettative e così, dopo molte panchine, Pastrello capì di dover andare altrove per avere più spazio e a fine anno decise di rescindere il contratto. Il nostro centrocampista trovò quindi l’accordo con l’Este allenata da Feltrin con il quale trascorse assieme due splendide annate. “Con il mister ho subito instaurato un rapporto speciale e sono felice di averlo ritrovato qui all’Union Pro. Penso sia uno degli allenatori più preparati che ho avuto, in grado di far star bene tutti all’interno dello spogliatoio e di dare una marcia in più a qualsiasi giocatore venga chiamato in causa, anche a chi non gioca tanto spesso”. Dopo un buon campionato, l’Este sorprese tutti nel 2009/10 chiudendo il torneo al secondo posto, dietro solo all’imprendibile Montichiari. “Credo che il merito di una stagione così strepitosa sia stato, oltre del mister, anche della società che ha acquistato tanti giocatori tecnici e forti a livello fisico”. L’anno successivo Stefano giocò nuovamente in serie D con i padovani del S.Paolo, conquistando un inaspettato quarto posto assieme ad una squadra giovane che riuscì a fermare per due volte la capolista Treviso. A seguito di questa esperienza Pastrello scese in Eccellenza e lo fece nell’ambizioso Real Vicenza che difatti non fallì l’obiettivo promozione: “Sono contento di aver dato il mio contributo giocando tutte le partite, a parte due che ho dovuto saltare per squalifica. Eravamo talmente forti che pensavamo di poter vincere il campionato e invece siamo arrivati secondi, riuscendo comunque a superare i playoff battendo in finale la Sommese. Oltre a questo traguardo sono molto contento delle amicizie che ho instaurato con quel gruppo di giocatori”. Nel 2012/13 Stefano si fa tentare dall’offerta del Kras Repen dove però incontrò subito delle difficoltà, culminate con la retrocessione in Eccellenza: “l’allenatore parlava in sloveno, con il capitano a fare da interprete al gruppo di italiani, puoi immaginare il risultato… peccato perché sono una società che sta bene economicamente ma la loro mentalità è ancora troppo dilettantistica per affrontare la serie D”. Ed eccoci finalmente alla stagione attuale che Pastrello comincia nelle file del Calvi Noale, dove rimarrà solamente fino a dicembre: “purtroppo sono stato sempre impiegato come play davanti alla difesa, un ruolo che non avevo mai fatto in carriera e dove non sono riuscito a sfruttare le mie caratteristiche”. Stefano è infatti una mezzala veloce, abile a proporsi in fase avanzata ma anche efficace in quella di contenimento. Ed è proprio come interditore che Feltrin lo ha utilizzato nella sua seconda parte di stagione che Stefano ci racconta così: “ero entusiasta all'idea di arrivare nella squadra capolista e di riabbracciare il mister. Devo dire che ho trovato un gruppo davvero molto affiatato che secondo me è stato l'artefice principale di questa promozione”. Nonostante i suoi trascorsi pluriennali nel calcio professionistico, Pastrello fa fatica a ricordare uno spogliatoio così compatto: “dai messaggi che mi inviavano i compagni quando mi sono fatto male, agli inviti a cena, sono stati davvero molti i dettagli che mi hanno fatto stare bene in questi mesi”. Eppure dal punto di vista calcistico Stefano non è completamente soddisfatto di quello che è riuscito a dimostrare ai suoi attuali tifosi: “appena arrivato ho cercato subito di rimettermi in carreggiata essendo abituato a dei metodi di allenamento diversi. Nella partita con il QDP mi sentivo molto bene, purtroppo però mi sono stirato e così sono stato fermo un mese. Poi, durante il recupero, ho avuto una piccola ricaduta e così non sono più riuscito a trovare la condizione che cercavo”. Nonostante queste difficoltà non si può negare che Stefano abbia dato il suo contributo nella conquista di quello che è effettivamente il suo primo campionato vinto in carriera. “Ora parlerò assieme alla società e faremo le nostre scelte per il futuro, quello che è certo e che il prossimo anno sarà un bel salto affrontare la serie D”. Il nostro giocatore ci spiega infatti che si tratta di una categoria dove ci sono calciatori di una caratura più elevata, i quali si dedicano esclusivamente al pallone durante tutta la stagione. “Ci saranno inoltre più squadre provenienti dalla Lega Pro, in seguito alla nuova riforma e sarà molto importante partire bene perchè trovarsi subito a dover rincorrere sarebbe molto difficile” conclude Stefano.