28 maggio 2014

Conosciamoli meglio: ANDREA CAMATA



Pur avendo giocato solamente una partita nell'intera stagione, anche il portiere Andrea Camata ha contribuito a creare, assieme ai suoi compagni, quello spirito di gruppo inimitabile che ha permesso alla banda dell'Union Pro di guadagnarsi la serie D. Scorrendo il suo curriculum e tenendo conto della rapida ascesa di Andrea, capiamo bene come sia stato difficile per mister Feltrin rinunciare a schierare un giovane così interessante. “L'anno appena trascorso è stato per me una bellissima esperienza vissuta assieme a dei bravissimi ragazzi e devo dire che sono contento lo stesso pur avendo giocato poco” commenta con molta umiltà Camata che ha voluto rimarcare il fatto di non aver mai trovato in precedenza un gruppo così coeso come quello dell'Union Pro. C'è da dire che a inizio stagione, il nostro giocatore ha collezionato qualche presenza con la formazione juniores di mister Moser prima di essere promosso ai gradi di vice Noè dopo la partenza di Riccardo Pezzato. A proposito del portiere suo coetaneo, Andrea ha espresso parole di ammirazione: “credo che in campo debba andarci chi se lo merita, indipendentemente dalla regola dei giovani ed Enrico ha dimostrato di essere affidabile, bravo nel dare sicurezza alla nostra difesa e nelle giocate coi piedi. Probabilmente l'esperienza acquista lo scorso anno gli ha consentito di sentire meno pressione all'inizio della stagione e questo lo ha aiutato a disputare un grande campionato”. Pensare che fino allo scorso anno, mentre Enrico lottava per conquistarsi un posto da titolare nel campionato di Promozione, Andrea militava in serie C1 con il Treviso, dove ha sfiorato più volte l'esordio nei professionisti. “Ricordo in particolare la partita contro l'Albinoleffe, dove persino i giornali mi annunciavano come probabile titolare per l'infortunio dei due portieri più esperti”. Invece, proprio in extremis, Gianmarco Campironi riuscì a recuperare da un problema alla caviglia e per Andrea fu la prima di tre panchine consecutive, dopo quella collezionata a inizio stagione contro il Sorrento nella Tim Cup. “Per me e' stata una grande soddisfazione quella di fare il portiere nella squadra della mia città e a partire dal ritiro estivo di Longarone, sono rimasto ad allenarmi con loro tutto l'anno, giocando da titolare nella Beretti contro squadre blasonate come l'Inter e l'Atalanta. Facendo un passo indietro scopriamo che Andrea ha cominciato a giocare a Treviso nel 2010 quando, neppure 16enne, viene acquistato dalle giovanili del Silea dove era rimasto per 7 anni, assieme agli amici del campetto dietro casa. “Appena arrivato, mister Zanin mi ha voluto con sé nel ritiro estivo, un'esperienza che porterò sempre dentro di me”. Quell'anno Andrea è praticamente rimasto in campo tutti i giorni visto che, oltre agli allenamenti con la prima squadra, al sabato era impegnato con la juniores mentre la domenica mattina era atteso alla partita della squadra allievi. “Per me non è mai stato un problema giocare due volte di fila, dato che sin da piccolo fare il portiere mi è sempre venuto naturale, forse perchè i piedi sono quello che sono” scherza Camata. La sua giovane carriera arriva ad una svolta nell'estate del 2011, quando viene notato dal mister vittoriese Gava durante un torneo estivo. Il Treviso decide così di prestarlo all'ambizioso Vittorio Falmec, impegnato nel campionato di Eccellenza e alla ricerca di un portiere fuoriquota. Purtroppo in preparazione rimedia subito uno strappo al retto femorale che lo costringe a fermarsi per tre mesi. Non appena ripresa l'attività e dopo aver giocato una partita con la squadra juniores, ecco che arriva un nuovo infortunio, stavolta agli adduttori. “Da quel momento non sono più stato convocato dalla prima squadra e ho terminato la mia stagione con gli juniores”. Nonostante la sfortuna, Andrea era riuscito a creare un rapporto positivo con la società e con l'allenatore dei portieri e sarebbe rimasto ancora a Vittorio Veneto se il Treviso non l'avesse richiamato con urgenza per fare da terzo portiere in serie C. Quest'ultima esperienza, di cui vi abbiamo accennato in precedenza, si concluse con il fallimento societario causato dalla sciagurata gestione di Renzo Corvezzo che Andrea ricorda così: “rispetto al primo anno, la società mancava completamente di serietà e organizzazione. Ad esempio toccava al nostro accompagnatore, pagare di tasca propria la spesa delle trasferte mentre il capitano Nazzareno Tarantino era costretto a chiederci una colletta nello spogliatoio per comprare le sigarette al massaggiatore e al magazziniere, rimasti senza stipendio”. Dopo queste due annate sfortunate, Andrea ha ritrovato il sorriso grazie all'Union Pro e ora è già pronto ad una nuova sfida, cercando di trovare una soluzione che gli permetta di giocare con regolarità e dimostrare a tutti il proprio valore. In bocca al lupo!

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