2 dicembre 2015

QUATTRO CHIACCHIERE CON... ALESSANDRO LUISE


La rotonda vittoria di Pieve di Soligo aveva fatto pensare ad un’inversione di tendenza ma ci ha pensato subito il San Donà a raffreddare gli entusiasmi riportando tutti con i piedi per terra. Con il centrocampista classe ’95 Alessandro Luise, tornato a giocare dopo un anno sabbatico, analizziamo la sconfitta di sabato facendo un bilancio provvisorio della stagione. 
Contro il San Donà eravate riusciti a recuperare lo svantaggio ma poi nel finale è arrivata l'ennesima disattenzione difensiva, cosa non ha funzionato? 
«Dopo un primo tempo eccessivamente difensivo il mister giustamente negli spogliatoi ci ha svegliati dal torpore e ci ha dato la carica. Abbiamo giocato un discreto secondo tempo raddrizzando la partita e senza troppi patemi stavamo anche portando a casa un pareggio. Dispiace aver subito gol nel finale ma è l'ennesima conferma che quest'anno bisogna sbagliare il meno possibile visto che ad ogni errore gli avversari ci hanno praticamente sempre punito. Non è stata la nostra miglior partita ma con un primo tempo migliore sicuramente potevamo portare a casa quanto meno un pareggio». 
Ti saresti aspettati ad inizio stagione di trovarti penultimo dopo 13 giornate? 
«Sapevo che avremmo potuto incontrare difficoltà essendo un gruppo di giocatori del tutto nuovo e quindi il rischio di non partire col piede giusto c'era. Comunque non mi aspettavo (e non mi aspetto nemmeno ora) una classifica simile anche perché in settimana lavoriamo molto e bene, quindi è una classifica che non meritiamo. Non siamo i più attrezzati del girone ma, tranne la prima partita contro la Vigontina, abbiamo combattuto con tutti gli avversari spesso prevalendo nel gioco». 
Cosa serve per uscire da questa situazione difficile? 
«Bella domanda! Scontato rispondere “lavorando bene e al massimo” quindi aggiungerei che non bisogna assolutamente demoralizzarsi e non dobbiamo prendercela fra di noi, perché sarebbe l'atteggiamento peggiore. Testa alta, grinta e voglia di giocare sereni, per me è questo ciò che serve adesso». 
Fin qui avete provato vari moduli di gioco, con quale ti trovi meglio? 
«Onestamente mi sono trovato bene a giocare centrocampista centrale sia con i 3 a centrocampo che a 4, quindi non saprei dire quale preferisco». 
Alberto Duprè

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