14 aprile 2016

QUATTRO CHIACCHIERE CON... ENRICO VIANELLI


Nell'impresa di domenica contro il San Donà oltre alla firma decisiva della coppia di marziani Bo-Bo (Bolchi e Bounafaa) c'è da sottolineare anche la prestazione positiva di Enrico Vianelli. Esterno sinistro classe ’96 al primo anno in maglia Union Pro, ha contenuto molto bene Costantini uno dei più in forma dei veneziani, non facendo mancare la consueta spinta offensiva.

Enrico come descrivi questo colpaccio?
«Siamo stati molto bravi a sfruttare le occasioni avute nel primo tempo grazie alle individualità di Bolchi a Bounafaa. Dopo il loro gol ad inizio ripresa ci siamo difesi con ordine rischiando poco visto che il San Donà è stato pericoloso solo in qualche mischia scaturita da calci d’angolo o punizioni. Aver limitato la miglior coppia di attaccanti del campionato (De Freitas e Pedrozo ndr) è un merito da attribuire a tutta la fase difensiva della squadra». 

Il mister ha detto che contro le grandi giocate meglio perché avete più spazi, concordi o c’è anche una questione di motivazioni? 
«E’ vero che troviamo più spazi ma è anche vero che affrontare le prime ti dà qualche stimolo in più. Poi il campo era perfetto e questo ha agevolato il nostro gioco. E’ andato tutto bene e ci siamo presi 3 punti fondamentali». 

Fondamentali ma non ancora sufficienti per stare al sicuro alla zona playout. 
«Dobbiamo riuscire a salvarci domenica contro l’Istrana per non rischiare di andare a giocarci tutto nell’ultima partita contro l’Union QDP. Sarebbe la conclusione ideale per festeggiare la salvezza nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi. Serve un ultimo sforzo per coronare la grande rimonta che abbiamo fatto nel girone di ritorno». 

La tua stagione rispecchia l'andamento della squadra, partenza titubante e finale in crescendo. 
 «All’inizio ha pagato anche un po’ l’ambientamento alla nuova società. Poi sono stati bravi i compagni e lo staff ad aiutarmi ad inserirmi e ho preso via via più sicurezza. Detto questo credo di poter fare di più, ho ancora margini di crescita per migliorare». 
Alberto Duprè
 

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