15 ottobre 2016

L'UNION PRO CERCA IL RISCATTO A MARTELLAGO

Nella sesta giornata di campionato l’Union Pro va a far visita al Real Martellago (ore 15 e 30 arbitra Segatto della sezione di San Donà). La squadra allenata da Matteo Vianello in classifica ha 7 punti ed è reduce dal prezioso 2 a 0 in trasferta contro il Nervesa. Per l’Union grossi problemi in difesa vista la doppia squalifica dei difensori Ginocchi e Granati. La società, visto il troppo nervosismo, ha richiamato tutti all’ordine multando i giocatori che non hanno rispettato il codice interno. 

INDISPONIBILI - Le buone notizie arrivano dall’infermeria che si sta piano piano svuotando. Per l’attaccante Nicolò Visinoni la risonanza ha rilevato la lesione di un paio di legamenti della caviglia e un edema della spongiosa (liquido nell’osso) con tempi di recupero che vanno da una a tre settimane. Il centrocampista Gaiba, sofferente di pubalgia, la prossima settimana avrà una visita per stabilire la terapia di recupero. Sempre a centrocampo sono recuperati Borghetto (giocherà con la Juniores) e Delpapa. 

PREPARTITA - L’allenatore Francesco Cominotto ci fa il punto della situazione. 

Mister cosa hai detto alla squadra alla ripresa degli allenamenti? 
«In settimana sono state dette parecchie cose sia da parte mia sia da parte della società sul problema comportamentale. Ho detto ai ragazzi di non disunirsi e di fare gruppo senza cercare alibi. Tutti, me compreso, dobbiamo farci un esame di coscienza per capire cosa possiamo dare in più per la squadra. Sono sicuro che il messaggio sia arrivato a destinazione, nella passata stagione abbiamo passato momenti peggiori». 

Il Real Martellago è reduce dal colpaccio di Nervesa, un problema in più visto che li troverete belli carichi?
«E’ una squadra che sembrava in difficoltà come risultati fino a domenica scorsa. Contro di noi in più recuperano in attacco anche Gabriele Comin che in quanto ex ci terrà a fare bella figura. Il Martellago ha motivazioni importanti soprattutto giocando in casa, ci serve la giusta consapevolezza di sapere che ci attende un’altra battaglia». 
Alberto Duprè
 

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