6 dicembre 2016

IL PUNTO DI VISTA TECNICO CON MISTER COMINOTTO


Il pareggio in rimonta di domenica contro il Nervesa (sotto per 2 a 0 a 4’ dal 90’) va visto ovviamente come un bicchiere mezzo pieno se non pieno del tutto per quanto può valere più sul piano del morale che su quello della classifica. 

Mister, può essere questa la partita buona per iniziare una serie positiva? 
«Diamo atto ai ragazzi di averci creduto fino alla fine senza mollare mai, si speriamo che questa sia la partita della svolta. Abbiamo avuto qualche buon sprazzo con le occasioni di Visinoni e Geronazzo che potevano valere l’1 a 1. Poi abbiamo subito il raddoppio su un errore nostro ma alla fine abbiamo fatto l’arrembaggio e questa volta, al contrario di altre volte, siamo riusciti a portare a casa un punto». 

Anche domenica si è visto qualche screzio di troppo tra i tuoi giocatori, come lo interpreti? 
«Gli screzi ci sono ma in senso costruttivo, essendo in 20 in rosa è normale che qualcuno la pensi diversamente e sarebbe strano il contrario. Squadra nervosa squadra vittoriosa, noi non abbiamo vinto ma è un pareggio che vale comunque molto per noi». 

Ha sorpreso vedere in campo nella ripresa Bounafaa che era dato come indisponibile.
«Ayoub ci ha sorpreso venerdì facendo tutto l’allenamento. L’ho portato in panchina per metterlo nell’ultimo quarto d’ora se ce ne fosse stato bisogno, alla fine ha giocato mezz’ora e ha fatto molto bene creando occasioni importanti dalla sua zona. Adesso speriamo che martedì alla ripresa non abbia ricadute ma sono fiducioso». 

A segnare il 2 a 2 ci ha pensato un altro dei vostri giovani Alberto Benato (’98), soddisfazione doppia?
«Lui, Coin e Marcato sono tutti ragazzi del settore giovanile che si stanno mettendo in mostra. Alberto ha avuto il merito di farsi trovare davanti alla porta nel momento giusto ed ha avuto la freddezza per fare gol. Ovviamente deve ancora migliorare tanto ma il tempo è dalla sua parte. Mi è piaciuto anche Scanferlato, non ha ancora la tenuta per giocare 90’ ma finché aveva fiato ha fatto bene». 
Alberto Duprè
 

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