15 dicembre 2016

QUATTRO CHIACCHIERE CON... ENRICO MORETTO



Enrico Moretto, attaccante classe ’84 arrivato dalla Godigese, domenica ha esordito in maglia Union Pro come forse aveva solo sognato: assist delizioso per il vantaggio di Visinoni, gol del 3 a 0 che ha chiuso il match e tante altre belle giocate nel 4 a 1 rifilato all’Istrana che ha rilanciato le ambizioni della squadra. 

Enrico come descrivi la tua prima uscita? 
«Abbiamo affrontato una squadra in difficoltà ma anche noi avevamo qualche problema che siamo però riusciti a mascherare. Abbiamo rischiato di prendere gol solo in un paio di occasioni ma quando eravamo già sul 2 a 0». 

Che idea ti sei fatto della tua nuova squadra? 
«Mi sono chiesto come mai aveva solo 9 punti in classifica ma il mister mi ha detto che in tante partite avevano raccolto meno di quanto meritavano. Poi forse anche il fatto di avere tanti giovani all’inizio si paga in termini di esperienza, io spero di riuscire a dare una mano anche in quel senso. Nonostante la classifica comunque ho trovato un ambiente sereno con ragazzi motivati, penso che se continueremo così non avremo problemi a salvarci». 

La società ti aveva cercato già ad agosto, come mai avevi scelto invece la Godigese? 
«Perché volevo provare a vincere un altro campionato dopo le 3 promozioni negli ultimi 7 anni (Opitergina, Edo Mestre con mister Cominotto compagno di squadra e Noale) ma purtroppo le cose non sono andate come si sperava. Era diventato impegnativo fare un’ora di strada ogni volta per allenarmi (abita a Casier ndr) e allora ho scelto di venire all’Union Pro anche perché mi allettava tornare a giocare in Eccellenza». 

Qual è il tuo ruolo naturale in attacco? 
«Nel 4-3-3 ho sempre giocato prima punta oppure a destra per rientrare sul sinistro e andare al tiro. Domenica per la prima volta ho giocato a sinistra e mi sono trovato subito bene. Visinoni è un attaccante che dà profondità, io cerco di rendermi utile giocando un po’ più indietro e dando qualche assist. Rispetto al passato ho imparato a gestirmi meglio, a volte è più utile fare uno scatto in meno rimanendo più lucidi». 

Hai qualche dedica da fare per il primo gol in biancoblù? 
«Lo dedico alla mia compagna Valentina, a mio figlio Giacomo e a mio papà Oliviero che mi segue una domenica sì e una no alterandosi con mio fratello che gioca a Casale». 

Domenica affronterai da ex un Treviso che sembra allo sbando, c’è il rischio di sottovalutare l’avversario? 
«E’ la classica partita dove noi abbiamo tutto da perdere mentre loro giocheranno con spensieratezza. I giovani non si tirano mai indietro e danno tutto quindi servirà la massima attenzione. Chiudere il girone di andata con una vittoria sarebbe il massimo per il morale e per lavorare con più serenità durante la sosta».  
Alberto Duprè
 

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