26 gennaio 2017

QUATTRO CHIACCHIERE CON... AYOUB BOUNAFAA


A segnare il gol partita domenica contro la Liventina è stato l’attaccante marocchino Ayoub Bounafaa che si è fatto il regalo di compleanno in anticipo visto che ieri ha compiuto 22 anni. Il sesto gol in campionato ha portato 3 punti d’oro firmando un’impresa visto che fin qui allo stadio “Samassa” la squadra di Mauro Conte aveva raccolto 7 vittorie e un pareggio. 

Dopo le imprese della scorsa stagione contro Vigontina, San Donà e Treviso vi siete confermati ammazza grandi. 
«E’ stata una partita tosta contro la squadra più forte del campionato. Il primo tempo abbiamo giocato sottotono forse anche consapevoli che loro erano preparati in tutti i reparti e non ci avrebbero lasciato spazi, ci stava di subire un po’. Io nei primi 20’ ero rimasto negli spogliatoi, poi mi sono dato una scossa». 

Nel secondo tempo avete cambiato marcia mettendo alle corde la Liventina, qual è stata la molla decisiva? 
«Il mister negli spogliatoi è stato bravo a motivarci e nella ripresa la reazione si è vista perché siamo tornati in campo con un altro spirito. Abbiamo meritato i 3 punti e a fine partita ci hanno fatto i complimenti anche gli avversari. E’ una vittoria che vale doppio perché arrivata contro pronostico». 

Hai fatto gol da una posizione dove tutti si aspettavano il cross, ce lo descrivi? 
«Ho visto che anche il portiere si era posizionato aspettandosi che la mettessi in mezzo e allora ho deciso di tirare sorprendendolo sul primo palo. Dedico il gol alla squadra, allo staff e a tutta la società che ci motiva sempre. Adesso spero di arrivare in doppia cifra anche se la cosa importante è che la squadra continui a fare bene. La mancanza di Visinoni si sente ma tutti hanno dato il proprio apporto e sono molto contento di questo». 

Questa vittoria può cambiare i vostri obiettivi? 
«Dobbiamo restare umili e con i piedi per terra pensando per ora solo alla salvezza. Domenica a San Donà ci aspetta un’altra partita difficile, sarebbe importante non perdere per prolungare la striscia positiva». 
 Alberto Duprè
 

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