12 gennaio 2017

QUATTRO CHIACCHIERE CON... MANU GINOCCHI


Fra i protagonisti della vittoria di domenica contro il Portomansuè c’è sicuramente il difensore centrale Emanuele Ginocchi, al secondo anno in maglia Union Pro. Dopo aver causato il rigore che al 6’ ha complicato le cose Manu si è subito riscattato, prima mettendo la museruola a Zorzetto e poi segnando il 3 a 1 al 42’ della ripresa che ha chiuso i conti evitando di essere beffati negli ultimi minuti. 

Manu andiamo con ordine, il fallo di mano c’era? 
«Di solito sono critico nei confronti degli arbitri però questa volta onestamente dico che era rigore perché avevo il braccio largo anche se ero girato. Ovviamente speravo non fischiasse ma il penalty ci stava». 

Poi è arrivata la reazione da grande squadra e vi siete presi 3 punti strameritati. 
«Si, siamo stati bravi a reagire subito ribaltando il risultato. E’ stata una vittoria meritata anche per il gioco che abbiamo fatto vedere». 

Per te è anche arrivato il primo sigillo stagionale. 
«E’ stata una soddisfazione sia personale perché mi sono riscattato dal rigore e sia di squadra perché abbiamo evitato di soffrire negli ultimi minuti anche se nella ripresa il Portomansuè si era fatto pericoloso solo con una mischia. Dopo il gol sono corso ad abbracciare in panchina Giovanni (Corazza ndr) che per noi è più di un massaggiatore. Essendo molto giovane, con lui abbiamo un rapporto più stretto e inoltre mi aveva aiutato molto quando avevo qualche problema fisico. Lo avevo stressato un po’ per rientrare il prima possibile e così gli avevo promesso che al primo gol sarei andato ad abbracciarlo». 

Hai altre dediche da fare? 
«Si ne ho una doppia, dedico questo gol a due persone che non ci sono più: si tratta della zia (Roberta) della mia fidanzata Carolina e di mia nonna Norma. Era da inizio settimana che mi sentivo che avrei segnato, la cosa strana è che l’ho fatto l’unica volta che in tribuna non c’erano i miei genitori e mia morosa». 

Il Mister aveva chiesto qualche gol da palla inattiva e te non ti sei fatto pregare... 
«Tante volte arrivavo sul pallone con il tempo giusto ma non riuscivo a centrare la porta, stavolta è andata bene. Avevamo provato qualche schema anche prima della partita e in allenamento adesso lavorerò ancora di più per riuscire a farne altri». 

Con la terza vittoria di fila adesso sorride anche la classifica. 
«Le tre vittorie sono un bel filotto, speriamo sia la chiave di svolta se non della stagione almeno di questo momento. Contro l’Istrana abbiamo giocato la miglior partita, a Treviso siamo stati bravi a chiuderla subito perché quando sei nettamente superiore e il risultato resta in bilico rischi di fare figuracce e infine domenica ci tenevamo ad iniziare con il piede giusto l’anno e ci siamo riusciti. Domenica arriva il Favaro ed essendo un altro scontro diretto non possiamo fallire». 

Te la vedrai con il tuo amicone Bidogia, saranno botte da orbi? 
«Con Luca saremo avversari per 90’ e poi amici come prima. Lui è uno che come caratteristiche si appoggia molto all’avversario e io diciamo che so come difendermi… Saranno scintille per tutta la gara come già all’andata ma poi alla fine andremo a bere una birra insieme da buoni amici». 
Alberto Duprè
 

0 commenti:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.