20 febbraio 2017

IL PUNTO DI VISTA TECNICO CON MISTER COMINOTTO


Vincere dopo aver chiuso il primo tempo sotto di 2 gol è ovviamente un’impresa, farlo grazie ad una rovesciata (di Moretto) al 92’ dà ovviamente ancora più gusto. Questa la sintesi della prima vittoria a Mogliano nel 3 a 2 contro il Favaro. L’allenatore Francesco Cominotto a fine partita ha la faccia che ride da quanto è soddisfatto. 

Mister come commenti questa vittoria? 
«Finalmente siamo riusciti a vincere anche a Mogliano, anche se era più che altro un fatto di scaramanzia. L’intensità del primo tempo non è stata sicuramente la stessa che abbiamo messo nella ripresa poi è anche vero che a livello di episodi abbiamo avuto Fulchignoni a tu per tu con il portiere e preso la traversa con Moretto mentre loro hanno avuto 2 occasioni facendoci 2 gol. Abbiamo sbagliato tanti passaggi e stop». 

Resta il fatto che per la sesta partita di fila siete andati in svantaggio, come se ne esce? 
«I ragazzi sono consapevoli di questo problema ancora di più domenica dove avevamo qualche assenza più del solito. Se riusciamo a fare questo salto di qualità riusciremo a toglierci qualche bella soddisfazione. Forse ci serve l’aiuto di uno psicologo. Prima della partita era venuto a parlare in spogliatoio anche il presidente Gaiba per motivarci ma poi siamo ricaduti nel solito errore». 

Le buone notizie arrivano invece dall’attacco. 
«Abbiamo Moretto in stato di grazia che ogni pallone che tocca fa gol, sono contento di lui. Anche Samb Pape nello spezzone che ha giocato ha fatto vedere di avere una buona velocità. Bene anche Bounafaa che oltre a segnare è sempre più dentro al gioco». 

Come valuti l’esordio da titolare del giovane Federico Polato (classe ’97)? 
«Esordio positivo. Deve migliorare nella fase della gestione della palla e questo lo sa anche lui ma si è difeso bene in coppia con Ginocchi soprattutto di testa. Non mi sento di attribuirgli nessuna colpa sui gol, ha battagliato bene con Bidogia misurandosi con uno dei migliori attaccanti della categoria». 
Alberto Duprè
 

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