2 febbraio 2017

QUATTRO CHIACCHIERE CON... ENRICO NOE'


Per un portiere si sa che fare gol è una vera e propria impresa. Enrico Noè, classe ’94 e recordman di presenze in maglia Union Pro con 125, domenica però è come se lo avesse fatto parando il rigore a Corvaglia al 15’ della ripresa con il risultato ancora sull’1 a 1 contro il San Donà. Oltre a quella prodezza ne ha compiute anche altre come l’uscita a tu per tu su Cibin che ha tenuto in vita la squadra fino alla stoccata finale di Bounafaa su rigore. 

Enrico dalla porta che partita hai visto? 
«Diciamo che non è facile partire subito in svantaggio dopo due minuti, ma siamo stati bravi a non demoralizzarci. Avevamo una bella corazzata di fronte che ha corso veramente tanto, alla fine con un pizzico di fortuna gli episodi hanno girato a favore. C'è da dire che l’atteggiamento nostro ha fatto la differenza perché non ci siamo accontentati e siamo riusciti a portare a casa l’intera posta». 

E' stato più difficile parare il rigore o respingere il tiro di Cibin solo in area? 
«Sono due episodi completamente diversi, ovviamente scelgo il rigore soprattutto perché è il primo rigore che paro da quando sono in prima squadra (ci ho messo un bel paio di anni lo so). Spero sia il primo di una lunga serie e anche perché penso abbia dato a tutti quanti una spinta in più per cercare di ottenere la vittoria finale». 

Quali sono i segreti di questo periodo fantastico? 
«Noi in questo momento stiamo sognando... quindi non svegliateci!!! Scherzi a parte ho sempre pensato che bastasse una piccola scintilla per farci fare qualcosa di importante e penso che sia partito tutto dalla rimonta a Nervesa negli ultimi 5 minuti dove sotto di 2 gol siamo riusciti a pareggiare. Poi è bravo il mister durante la settimana a non farci montare la testa e a tenere la concentrazione del gruppo alta, siamo giovani e non possiamo permetterci di rilassarci in questo momento così importante del campionato». 

E' riduttivo parlare di salvezza dopo 5 vittorie consecutive? 
«La classifica parla chiaro, i playout sono sempre dietro l’angolo. Se non avessimo fatto questo filotto di vittorie ci troveremmo in una situazione ancora scomoda. La salvezza è l’obiettivo primario, al resto ci penseremo più avanti». 

Hai qualche dedica da fare per il rigore parato? 
«Si, ci tengo a dedicarlo a mio zio Roberto scomparso qualche mese fa». 
Alberto Duprè

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