23 marzo 2017

QUATTRO CHIACCHIERE CON... ALESSANDRO LUISE


Nella vittoria contro il Cornuda Crocetta fra i migliori in campo, come accade spesso, c’è stato sicuramente il centrocampista Alessandro Luise, classe ’95 ma con già 121 presenze in maglia Union Pro. 

Alessandro, il 4 a 1 sembra descrivere una partita a senso unico ed invece la sofferenza non è mancata giusto? 
«Si, domenica è stata una partita difficile, giocata contro una squadra in ottima forma che ha bisogno di punti per salvarsi. Siamo partiti forte, abbiamo segnato subito e dopo il gol ci siamo abbassati un po' troppo. Nel secondo tempo avevano cominciato bene, poi l'espulsione e il rigore a nostro favore hanno definitivamente chiuso la partita. Sapevamo che non era una partita semplice e così è stato, nonostante il risultato possa sembrare netto». 

Con la salvezza ormai al sicuro l'obiettivo adesso diventano i playoff? 
«In realtà manca ancora qualche punticino per essere certi del tutto, quindi prima dobbiamo arrivare alla soglia dei 40 e dopodiché potremo pensare ad altro. E’ chiaro che in ogni campo in cui andiamo a giocare tentiamo di portare a casa i 3 punti, quindi la nostra mentalità non cambia». 

Come ti trovi nel nuovo 3-4-3 visto contro l'Union QDP? 
«E’ un bel modulo, lo stiamo provando da 2-3 settimane e può darci soddisfazioni. A Moriago ho giocato da difensore centrale e mi sono trovato bene nonostante non possieda ancora gli automatismi nei movimenti difensivi ma anche nei 4 di centrocampo mi trovo a mio agio». 

C'è il rimpianto per i troppi punti persi all'andata o erano da mettere in conto nel processo di crescita? 
«All'andata abbiamo fatto pochi punti per quelle che sono le nostre potenzialità. Il ritmo che stiamo tenendo nel girone di ritorno (in realtà dalla partita con l'Istrana in poi) è da primi posti in classifica e se fossimo partiti diversamente ora i nostri obiettivi sarebbero diversi. Comunque nel girone di ritorno abbiamo acquisito fiducia nei nostri mezzi e abbiamo espresso un gioco più vicino a quello richiesto dal mister. Poi sono cambiate altre cose, dettagli che hanno fatto e stanno facendo la differenza». 
Alberto Duprè
 

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