20 aprile 2017

IL PROF LUIGI D'AVINO DAL CITTADELLA ALL'UNION PRO PER INSEGNARE CALCIO FACENDO ANCHE BENEFICIENZA


Un professore/professionista alla corte dell'Union Pro. Luigi "Gigi" D'Avino, classe ’80 originario di Stra, sta guidato gli Allievi Sperimentali ad un più che onorevole settimo posto in classifica a due giornate dalla fine del campionato. Proveniente dal settore giovanile del Cittadella dove in 5 stagioni ha allenato Giovanissimi professionisti e Allievi nazionali, a lui chiediamo un bilancio della sua prima stagione a Mogliano. 

Mister partiamo dall'inizio, cosa ti ha portato a scegliere l'Union Pro? 
«E’ stata una scelta prevalentemente dettata dal cuore perché da qualche mese sono diventato papà di Aurora e lavorando a Padova (professore di scienze motorie ndr) e vivendo a Treviso mi era diventato impossibile continuare ad allenare a Cittadella. Praticamente ero sempre in macchina e avrei dovuto trascurare la famiglia, è stata quindi una scelta di vita. Caso ha voluto che mi avesse contattato Bernardo Chinellato proponendomi un progetto importante che mi permetteva di avvinarmi a casa e così ho fatto combaciare le due cose. Prima allenare era diventato quasi un lavoro, adesso ho riscoperto il piacere di un calcio diciamo più a misura d’uomo». 

Come valuti il campionato della tua squadra? 
«Sicuramente positivo. Abbiamo raggiunto gli obiettivi sia di squadra che di crescita individuale. E’ un gruppo promettente che viene da 2 anni bellissimi e vincenti con mister Lele Rado. Questa è stata un’annata di costruzione, passare da Giovanissimi ad Allievi cambia il mondo anche fisicamente e inoltre affrontiamo avversari più rodati di noi. Per competenze acquisite e mentalità posso dire che ho una squadra di professionisti, solo a Cittadella ho trovato un gruppo simile. I ragazzi assorbono tutto e crescono di giorno in giorno. C’è l’impronta giusta frutto del lavoro che va avanti da anni, ci sono prospettive interessanti per parecchi ragazzi a patto che mantengano la voglia che stanno dimostrando». 

Avendo allenato in passato anche prime squadre, che differenze hai trovato rispetto al lavoro con i giovani? 
«All’inizio avevo sbagliato approccio perché allenavo le squadre di settore giovanile come fossero prime squadre, poi con l’esperienza ho capito l’errore. A livello di prima squadra si tratta di fare delle scelte e di mese in mese capisci se stai facendo bene. Nel settore giovanile invece per costruire un giocatore servono 2-3 anni lavorando in simbiosi con gli altri allenatori». 

Conferma già arrivata anche per la prossima stagione? 
«Da parte mia c’è sicuramente l’intenzione di restare a Mogliano, poi bisognerà sentire anche l’Union Pro. Ci tengo a fare un ringraziamento alla società che mi ha sempre fatto sentire a casa pur essendo l’ultimo arrivato e mi ha dato la possibilità di continuare ad allenare lasciandomi il tempo per la mia famiglia. L’Union Pro è un ambiente sano con veri principi, è una società “dilettante” solo sulla carta, per il resto ho trovato grande professionalità a tutti i livelli». 

Ultimo ma non ultimo la bella iniziativa di devolvere le multe dei giocatori all'associazione onlus di Bebe Vio art4sport. Ci spieghi come è partita l'idea? 
«Partendo dal presupposto che le multe del settore giovanile le pagano i genitori, non mi piace l’idea che si vada a mangiare una pizza con i soldi raccolti ma preferisco fare una cosa che resta e che fa pensare i ragazzi dando nello stesso tempo una mano a chi ne ha più bisogno. L’idea è partita dai ragazzi che conoscono meglio di me il territorio moglianese ed è stata subito appoggiata dalla società. Abbiamo già fatto un primo bonifico e un secondo lo faremo finito il campioanto. Tutti i ragazzi devono capire che prima di diventare un atleta vero bisogna essere un uomo vero». 
Alberto Duprè
 

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