7 aprile 2017

L'INCONTRO ORGANIZZATO DALL'UNION PRO CON DAMIANO TOMMASI FINISCE CON TANTE PROPOSTE INTERESSANTI


Sala gremita e tanti applausi ieri sera al centro sociale di Mogliano dove si è tenuto l’incontro/dibattito con tema: «Rapporti tra società professionistiche e società dilettantistiche - il divertimento ed i valori alla base dei progetti con i bambini» organizzato dall’Union Pro nell’ambito del progetto di attività d’informazione e aggiornamento per la Scuola Calcio Élite. Come relatore d’eccezione c’era Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori accompagnato dal fratello Zaccaria Tommasi, responsabile del Progetto Scuola e Scuola Calcio dell’Hellas Verona. Presenti anche il presidente Regionale Giuseppe Ruzza, il Dottor Alessandro Tettamanzi psicologo dello sport e l'assessore allo sport del Comune di Mogliano Oscar Mancini con il direttore generale dell’Union Pro Alessandro Lunian a fare gli onori di casa. 

Damiano Tommasi ha ribadito con forza due concetti a lui cari per rilanciare il calcio dilettantistico: togliere l’obbligo di schierare i giovani e abolire il limite di vincolo fissato oggi a 25 anni. «Obbligare una società a schierare gli Under è la cosa peggiore per formare i giovani - ha detto l’ex calciatore di Verona, Roma e Nazionale - ed infatti in parecchi Comitati Regionali si sta chiedendo di ridurre il numero dei giovani obbligatori. Passato l’obbligo il calciatore bravo va avanti a prescindere mentre quello scarso non viene più considerato rendendo così la norma controproducente. Stiamo lottando anche per togliere il vincolo dei 25 anni che in più di un’occasione ha portato i giocatori a scegliere il calcio amatoriale non trovando l’accordo con la società per cambiare squadra. L’obiettivo di una società di calcio dilettantistica deve essere quello di far appassionare, divertire e far socializzare i ragazzi. Se poi si riesce a formare anche il campione tanto meglio ma non vanno persi i valori principali». 
Altra nota dolente per Tommasi sono i Centri Federali, cavallo di battaglia del neo rieletto Presidente della F.I.G.C. Tavecchio: «Si punta ad arrivare a 200 Centri nei quali al massimo si fanno 16 allenamenti a stagione da parte di ragazzi che non militano nelle squadre professionistiche. Non sarebbe più utile averne solo 20 ma sfruttandoli di più con ad esempio studi di ricerca sui giovani?». 
Bella poi la proposta di far giocare i ragazzini del settore giovanile delle squadre prof con una maglia per così dire neutra: «Io toglierei le maglie da professionisti ai giovani almeno fino agli Allievi perché all’età di 8-10 anni un bambino sente il peso della maglia che porta e ha meno probabilità di emergere rispetto ad un ragazzino che gioca con squadre di dilettanti che gioca spensierato senza la paura di sbagliare». 
Molto interessante anche l’intervento di Zaccaria Tommasi, insegnante di scienze motorie e da 6 anni responsabile del Progetto Scuola e Scuola Calcio dell’Hellas Verona: «Il nostro focus è la centralità del ragazzo. Come Scuola Calcio non facciamo selezione ma facciamo giocare tutti, giriamo 60 scuole a Verona per spiegare il nostro progetto con il calcio a misura di bambino. Bisogna capire le esigenze dei ragazzini e anche dei genitori, si gioca sempre per vincere ma rispettando le regole e sapendo accettare le sconfitte. Nelle nuove generazioni a volte manca la voglia di lottare, io gioco ancora a Calciotto e quando perdo rosico ancora». 
Alberto Duprè
 

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