30 ottobre 2017

IL PUNTO DI VISTA TECNICO CON MISTER STEFANO BERTO


L’Union Pro contro il Borgoricco ha incassato la seconda sconfitta consecutiva perdendo per 3 a 2. Per lunghi tratti si è rivisto lo stesso copione di Martellago: squadra in svantaggio e quasi spacciata, veemente reazione e pareggio sfiorato. In entrambi i casi poi la sfortuna si è accanita con Ballarin: traversa a Martellago e gol annullato per un fuorigioco dubbio contro il Borgoricco che potevano valere il momentaneo 3 a 3. A non funzionare però è stata soprattutto la fase difensiva: 7 gol subiti in 2 partite sono decisamente troppi. 

Mister cosa ti fa più arrabbiare ti questa sconfitta? 
«Sono incazzato nero per il terzo gol subito sulla punizione battuta veloce, una squadra che vuole crescere non può fare questi errori clamorosi. Un centrocampista deve mettersi davanti alla palla mentre la difesa si schiera, sono cose che si insegnano nel settore giovanile. Ingenui anche a concedere la punizione del vantaggio perché da lì in poi gli abbiamo concesso di fare il loro gioco giocando sulle ripartenze. In quella situazione non va concessa una punizione da posizione pericolosa e con l’uomo spalle alla porta, soprattutto sapendo che loro avevano un giocatore bravo a calciarle come Gomiero che infatti ci ha castigato». 

Errori a parte nemmeno la fortuna sembra darvi una mano. 
«Si vero. Prendi un gol su punizione, uno su rigore e loro si chiudono ancora di più e diventa tutto più difficile. Sul pareggio annullato a Ballarin non so se ci fosse fuorigioco o meno ma è certo che in diverse occasioni i nostri attaccanti sono stati fermati in situazioni dubbie. Alla fine siamo passati al 4-2-3-1, a me non piace mettere troppi attaccanti perché si perde l’equilibrio ma bisognava tentare l’arrembaggio finale». 

Sotto di 3 gol si è vista una squadra reattiva e determinata, era dovuto al fatto di non aver più niente da perdere? 
«E’ chiaro che una volta trovato il primo gol tiri fuori tutte le energie però dovevamo essere più bravi nell’approccio, dovevamo mettere dall’inizio la determinazione e la voglia vista negli ultimi 15 minuti. La convinzione ti porta a non fare fallo all’inizio e a mettere un giocatore davanti alla palla sulla punizione da cui è nato il 3 a 0. Su questi dettagli bisogna lavorare ancora tanto». 
Alberto Duprè
 

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