31 ottobre 2017

RUBRICA SETTORE GIOVANILE - MISTER D'AVINO (ALLIEVI ELITE) FORMA I GIOCATORI CON UNO SGUARDO AL SOCIALE



Mister Luigi “Gigi” D’Avino è al secondo anno del suo percorso all’Union Pro, iniziato la scorsa stagione con gli Allievi Sperimentali che hanno svolto un ottimo campionato con risultati molto soddisfacenti (un più che onorevole quinto posto). 
D’Avino originario di Stra e proveniente dal settore giovanile del Cittadella, dove in 5 stagioni ha allenato Giovanissimi Professionisti e Allievi Nazionali oggi è alla guida dei nostri Allievi Élite. 

Mister come valuti questo inizio di stagione? 
«Al momento è presto per parlare di risultati, ma la cosa più evidente è che il gruppo è cresciuto molto sia dal punto di vista mentale che tecnico. Rispetto allo scorso anno i ragazzi hanno un approccio diverso alle partite, più maturo e consapevole. Per ora i risultati sono discreti, la squadra è posizionata nel gruppo di testa tra le prime quattro a 4 punti dal Belluno che è primo in classifica. Sono molto ottimista possiamo ancora migliorarci e c’è da dire inoltre che ci sono alcune individualità che possono essere interessanti per la prima squadra». 

In passato hai allenato anche prime squadre, dopo questi anni di esperienza con il settore giovanile torneresti indietro? 
«Devo dire che ci ho pensato ma in tutta franchezza ti dico di no. La cosa non mi entusiasmerebbe molto perché oggi avrei difficoltà ad orientare tutto il lavoro sul risultato di una stagione. Come allenatore del settore giovanile ho davanti a me un progetto più a lungo temine, il cui obiettivo è quello di costruire anno dopo anno i giocatori in funzione della prima squadra. Attualmente sento questo tipo di lavoro molto più adatto a me, meno stressante e più gratificante». 

L’anno scorso ti sei fatto promotore di un’iniziativa molto bella, e cioè la destinazione del ricavato delle multe ai giocatori all’associazione onlus di Bebe Vio art4sport. Lo farete anche quest’anno? 
«Certamente sì. L’anno scorso l’idea era partita dai ragazzi stessi ed io ne ero stato promotore presso la società che l’aveva appoggiata. Ripeteremo la cosa perché sono sempre convinto che sia meglio utilizzare quei soldi per qualcosa che rimanga e dia una mano a chi ne ha bisogno piuttosto che spenderli semplicemente per mangiare una pizza. Continuo a pensare che tutto nel mio lavoro con i ragazzi debba contribuire a farli diventare uomini prima che atleti». 
Silvia Bianchi 

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