30 novembre 2017

RUBRICA SETTORE GIOVANILE - FABIO GIUMAN (ALLIEVI SPERIMENTALI) DAL 2010 FORGIA I NOSTRI ALLIEVI



Fabio Giuman, classe ’68, allena dalla stagione 2010/11 gli Allievi dell’FC Union Pro, con un passato da allenatore a Marghera e prima ancora da giocatore in diverse squadre di Eccellenza.

Mister ci racconti il percorso che ti ha portato all’Union Pro?
«Ho sempre amato il calcio, ho giocato fin da ragazzo arrivando fino alla categoria di Eccellenza. Ho poi interrotto per un periodo dedicato alla famiglia e quando mio figlio a 5 anni ha iniziato a giocare a calcio a Marghera, dove vivo, mi sono riavvicinato all’ambiente ed ho iniziato ad allenare i Pulcini. Ho allenato per 3 anni i Pulcini e per altri 3 anni ho invece allenato in Prima categoria. Nel frattempo ho preso il patentino per allenatore del settore giovanile e poi per allenatore UEFA B. Ho poi fatto un’esperienza da secondo allenatore con la Berretti del Venezia e poi sono arrivato a Mogliano. Di questa società mi aveva parlato inizialmente Bernardo Chinellato che mi propose di farne parte spiegandomene lo spirito».

Cosa ti ha convinto di più della proposta?
«Mi è piaciuto molto il progetto che sta alla base dell’Union Pro che è fondamentalmente quello di far giocare i ragazzi delle giovanili facendoli crescere con un forte spirito di gruppo dove il risultato è importante ma non l’unica cosa che conta, avendo come scopo principale la loro crescita avvicinandoli il più possibile a una mentalità del lavoro che li porti verso la prima squadra. Inoltre Mogliano ha delle strutture di tutto rispetto, il gruppo di lavoro formato da Francesco Stefanelli preparatore atletico, Mirco e Davide preparatori dei portieri e il mio guru che condivide la panchina con me dalla seconda stagione il mitico Gino Tagliapietra è molto affiatato ed in sintonia con la dirigenza sempre presente. Quindi dal 2010 sono qui».

Raccontaci la tua avventura in questi 7 anni all’Union Pro.
«Ho sempre allenato la categoria Allievi, ottenendo dei buoni piazzamenti in campionato il primo e il secondo anno con la classe ‘97 portando a Mogliano per la prima volta il trofeo Ceschel, a cui il presidente teneva particolarmente, e arrivando alla finale anche nel prestigioso torneo Pierazzo di Noale perdendo in finale contro il Padova. Al terzo anno con la classe ‘99 abbiamo vinto il campionato Allievi Sperimentali, l’anno successivo sempre con i ‘99 abbiamo portato a Mogliano la categoria Élite arrivando terzi nel campionato Regionale. Alla quinta stagione, forse la più complicata, ho allenato la classe 2000 affrontando il campionato Élite e arrivando alla salvezza soltanto allo spareggio, riuscendo quindi nell’ impresa di mantenere la categoria a Mogliano, risultato che i ragazzi si sono meritati per l’impegno e la volontà espressa durante la stagione. Questa ultima stagione la sto affrontando con la classe 2002 nuovamente nella categoria sperimentale e dopo un inizio un po’ complicato (ma non è una novità nelle mie gestioni) la squadra comincia a dare segnali positivi ma siamo solo all’ inizio di questa nuova avventura e come sempre il lavoro speriamo continui a pagare».

Come mai la scelta di allenare sempre gli Allievi?
«Mi dà molta soddisfazione lavorare con i ragazzi di questa fascia d’età (16-17 anni) perché penso che questo sia il momento del salto di qualità, cominciano a capire il concetto di lavoro di gruppo. Non dico che perdano le loro individualità, però è arrivato il momento in cui riescono a mettere le loro qualità a servizio della squadra. Anche quest’anno sta andando così, all’inizio arrancavamo un po’, anche perché c’è stato l’innesto di 6 nuovi ragazzi provenienti da altre squadre e con un diverso approccio al lavoro. Attualmente  abbiamo fatto 4 vittorie consecutive e ci siamo posizionati in un punto di classifica più tranquilla e, come dico sempre ai ragazzi, vincere aiuta a vincere perché si alza l’autostima e la consapevolezza che il lavoro settimanale è importante. L’obiettivo è quello di continuare a migliorare e il lavoro da fare con i ragazzi  in tal senso si svolge sia sul piano fisico, tattico che su quello psicologico. Questi ragazzi richiedono tanto impegno in tutti i sensi ma poi ti restituiscono soddisfazioni che superano tutte le difficoltà affrontate».

Come ti vedi nei prossimi anni?
«Mi vedo in questa società, dove mi trovo bene. Mi piace l’ottima collaborazione con il preparatore atletico Stefanelli, con i preparatori dei portieri Davide e Mirco, con Claudio Moser, Gigi D’Avino, Lele Rado e Lele Battaggia e tutto lo staff dell’attività di base. Sono ormai 6 anni che mi trovo molto bene anche con “Gino” Tagliapietra, secondo allenatore, un “senior” di grande capacità che ha sposato le mie idee di gioco e con cui abbiamo raggiunto un bell’affiatamento nella condivisione di tutta l’organizzazione. Ma potrei citare tutte le persone che lavorano all’Union Pro, il massaggiatore, la Michela e tanti altri. Un bel gruppo sempre molto disponibile».
Silvia Bianchi

0 commenti:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.