14 dicembre 2017

PAUSA CAFFE' CON FILIPPO PERON


Nella vittoria di sabato per 3 a 2 contro il Giorgione c’è come sempre la firma di Nicolò Visinoni autore dell’ennesima doppietta ma questa ormai non è più una novità visti le 16 rete già messe a segno. La novità è rappresentata invece dal primo gol fra i grandi del classe 2000 Filippo Peron autore del momentaneo 1 a 1 con un diagonale di destro. Filippo, residente a Mestre, è arrivato la scorsa stagione dall’Altobello Aleardi per giocare negli Allievi Élite e poi diversi quest’anno fra Juniores Élite e prima squadra. 

Partiamo dalle dediche per questo primo gol in Eccellenza? 
«Ai miei genitori Ciro e Silvia e alla mia fidanzata Martina per quanto riguarda la famiglia. Poi una dedica a tutta la squadra che mi ha subito aiutato e sostenuto quando sono entrato in campo, a mister Berto che mi ha dato fiducia, al mister della Juniores Moser che mi motiva sempre e a tutti i nostri tifosi che ci sostengono sempre». 

Parlando della partita in generale avete dato l’ennesima prova di potervela giocare con tutte. 
«Si, dopo il primo tempo dove abbiamo rischiato di andare sotto per 2 a 0 abbiamo reagito bene nella ripresa giocando bene e riuscendo a ribaltare il risultato. Contro le squadre più forti abbiamo confermato di trovarci a nostro agio mentre abbiamo perso punti per strada contro le squadre più piccole che non ti lasciano spazi». 

Domenica contro il Vittorio si chiude il girone di andata, è lecito guardare oltre la salvezza? 
«Sarebbe importante fare altri 3 punti per confermare quanto di buono stiamo facendo. Poi speriamo di arrivare il più in alto possibile, abbiamo dimostrato di avere le qualità per fare bene contro tutti». 

In attacco hai degli ottimi maestri vista la qualità dei compagni di reparto. 
«De Poli, Moretto e Visinoni sono degli esempi da seguire visto che è da anni che giocano in Eccellenza o in categorie superiori. Tutti e 3 hanno qualità diverse e io provo ad imparare e copiare qualcosa da tutti, per il momento do il massimo ogni volta che vengo chiamato in campo». 
Alberto Duprè
 

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