20 dicembre 2017

RUBRICA SETTORE GIOVANILE - MISTER GABRIELE RADO CONTINUA L'OTTIMO LAVORO ALLA GUIDA DEI GIOVANISSIMI


Prosegue la serie di interviste agli allenatori del nostro Settore Giovanile con Gabriele Rado, alla guida dei Giovanissimi Élite

Mister ci descrivi la tua carriera da allenatore? 
«Ho iniziato ad allenare a Mogliano assieme a mio fratello ormai diversi anni fa nella Juniores Provinciale al tempo formata da ragazzi della classe ‘91. Poi seguii mio cognato ed attuale mister della nostra prima squadra Stefano Berto in Promozione all’Ambrosiana curando l’aspetto difensivo della squadra. Un paio di anni dopo tornai a Mogliano chiamato a campionato in corso dal nostro ds Marcello Benedetti sempre con gli Juniores Regionali. La squadra da metà classifica chiuse l’anno al secondo posto con una grande cavalcata. In quella squadra militavano tra gli altri Noè, Fuxa e Baratella che hanno poi regalato alla nostra società molte gioie. Fui confermato ancora per due anni alla guida di quella categoria». 

Come sei passato ai Giovanissimi? 
«Mi ero un po’ stancato di allenare quella fascia d’età e desideravo passare a categorie che secondo me potevano darmi più soddisfazioni. Gli Juniores sono ragazzi già formati dove per il 90% conta solo il risultato. Nella mia ottica invece cerco di costruire i ragazzi e nella fascia di età dei Giovanissimi questo risulta molto più appagante. Ho quindi fatto 2 corsi per il settore giovanile, conseguito il patentino UEFA B e sono ripartito con i Giovanissimi». 

Com’è andata questa esperienza? 
«Devo dire bene. Oggi sono al mio quarto anno con questa categoria, partendo con i 2001 due anni fa dove abbiamo vinto tutto: dal campionato alla Coppa Veneto e portando la categoria Élite in società. Un anno memorabile. Adesso alleno i ragazzi del 2003, Giovanissimi Élite appunto, presi l’anno scorso e facendo il campionato Sperimentali fascia A. Attualmente siamo a metà classifica con l’obiettivo di cercare di migliorare come gioco e di conseguenza anche i risultati nel girone di ritorno. La società Union Pro lavora da anni ponendosi come obiettivo la crescita individuale dei singoli ragazzi, guardando più alla costruzione del ragazzo che al risultato. Il campionato Élite è molto duro soprattutto per una squadra fisicamente acerba come la mia, la maggior parte delle squadre cerca proprio il risultato attraverso la fisicità ma tralasciando il lavoro di costruzione dal basso palla a terra, spostando questo lavoro negli anni successivi. Il mio obiettivo e quello della società è quello di far crescere l’atleta in primis a livello tecnico individuale, preparandolo poi per il futuro ad affrontare i campionati Allievi e Juniores avendo già delle conoscenze. Il loro fisico sicuramente crescerà grazie a madre natura. A livello tecnico lavoriamo molto sul gioco palla a terra, cercando di trovare la soluzione in primis in questa maniera e affinando tecnica e velocità. Sicuro che in questo modo perderò partite, a volte sarà anche frustrante per i ragazzi, ma avrò maggiori benefici a lungo termine. Capire ed entrare in questa filosofia è basilare per la loro crescita. I 13/14 anni sono un’età difficile, sono in atto trasformazioni psico-fisiche ed ormonali importanti. Intervenire a questa età è difficile, ma tutte le cose difficili danno grosse soddisfazioni poi nel tempo». 

Ti senti in sintonia con la filosofia dell’Union Pro? 
«Assolutamente sì! C’è totale condivisione di idee. Siamo un team affiatato, la linea guida data dal direttore generale Lunian e dal nostro responsabile del settore giovanile Bernardo Chinellato è seguita da tutto il gruppo degli allenatori e ci sta dando le soddisfazioni che speravamo. Sicuramente non molleremo di un centimetro. C’è un progetto tracciato assieme al nostro prof Francesco Stefanelli per la parte atletica condiviso con il team di Davide Sartori per quanto riguarda la tecnica del portiere che sta dando sempre maggiori risultati. Circa 10 anni fa contavamo 60 ragazzi nei campionati Provinciali, oggi siamo arrivati ad averne più di 300 con tutti i campionati Élite, quindi il nostro settore giovanile forte e numeroso sta prendendo forma anno dopo anno e posso ben testimoniarlo essendo l’allenatore “più anziano” della Società». 

E’ inutile chiederti se vedi qui il tuo futuro... 
«L’Union Pro è la mia seconda pelle e anche mio figlio Filippo ne fa parte con la squadra dei 2008. Se guardo poi alla prima squadra vedo dei ragazzi cresciuti qui (Noè, Fuxa, Nobile, Luise) che sono protagonisti dell’Eccellenza e presto lo diventeranno i vari Coin, Zanatta, Berardi e Peron. Senza contare la grande soddisfazione che mi dà vedere ragazzi da me allenati anni fa giocare ora anche in campionati professionisti e soprattutto aver mantenuto ottimi rapporti con molti di loro. Il mio futuro spero sia qui con l’obiettivo di vedere in un paio di anni la Prima squadra composta sempre di più dai ragazzi del nostro Settore Giovanile».  
Silvia Bianchi
 

2 commenti:

  1. Complimenti Lele per la qualità del lavoro sul campo e per la condivisione del progetto Union Pro di cui sei parte fondamentale. È sempre un piacere vedere giocare le tue squadre per le conoscenze che dai ai ragazzi. Avanti così 💙🔝

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