29 giugno 2018

L'INTERVISTA CON IL TECNICO GIANNI VIO CHE CI SPIEGA PERCHE' HA DECISO DI COLLABORARE CON L'UNION PRO


L’Union Pro dalla prossima stagione per risolvere le partite ingarbugliate potrebbe avere un asso nella manica chiamato Gianni Vio. Il tecnico mestrino, con pluriennale esperienza fra Serie A e calcio estero come tattico sulle palle inattive, collaborerà infatti come consulente con la nostra società tenendo qualche seduta di tattica sia alla prima squadra che alle formazioni del settore giovanile. 

Mister cosa ti ha spinto ad accettare questa collaborazione? 
«Il progetto Union Pro mi è subito piaciuto perché mi ha dato la sensazione di avere la possibilità di frequentare persone che potevano insegnarmi qualcosa. Sono convinto che se organizzata a livello manageriale una società calcistica possa diventare un punto di riferimento sia sportivo che sociale. Mi fa piacere che sia stato chiesto il mio contributo, penso che potremo sviluppare un bel progetto . Forza Union Pro» 

Cosa ti ha dato come professionista l’esperienza che hai fatto nell’affiancare allenatori come Inzaghi, Zenga, Montella vivendo ogni giorno all’interno di società professionistiche? 
«Il comune denominatore del lavoro nelle società prof è l’attenzione ai dettagli, la consapevolezza di far parte di uno staff, una squadra dove ognuno ha un ruolo, compiti, responsabilità precise. Zenga, Inzaghi, Montella... ogni allenatore ha la propria filosofia e organizzazione. Bisogna essere in grado di adattarsi per essere funzionali al loro progetto». 

Un tecnico di esperienza internazionale come te quando può incidere in una società dilettantistica e su quali aspetti?
«Indubbiamente aver vissuto esperienze in paesi con culture, abitudini differenti (fermo restando che per 27 anni ho allenato nei dilettanti) credo possa aiutarmi a dare delle indicazioni su come affrontare le varie situazioni che si presenteranno durante l’anno sia in ambito sportivo che organizzativo». 

Gli sviluppi sulle palle inattive hanno più incidenza fra i professionisti o fra i dilettanti dove non tutte le squadre curano questi dettagli? 
«Per quanto concerne l’allenamento delle situazioni di palla inattiva, credo che nei dilettanti l’incidenza potrebbe essere maggiore perché ovviamente è inferiore la possibilità degli avversari di studiarci e quindi di preparare delle contromisure efficaci anche se alla fine molto dipenderà dalla qualità dei nostri giocatori e dalla nostra capacità di coinvolgerli».

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